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Buona domenica!

“Signore non hai seminato
del buon seme nel tuo campo?
Da dove viene la zizzania?”

Dal Vangelo di Matteo (Mt 13,23-43)
XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno- A

 

La parola a…
Don Paolo Curtaz

Io credo che il Regno avanzi.
E mi stupisco nel crederlo, mi commuovo davanti al silenzioso grano che cresce nello sguardo di chi ama, nel gioco puro del bambino, nel gesto generoso di chi – in nome e per conto del Rabbì Figlio di Dio – pone gesti di luce nelle tenebre fitte.
Pazienza, discepoli di colui che è venuto a portare il fuoco, pazienza nelle nostre povere e poco credibili comunità parrocchiali, pazienza nel vedere – nude – le fragilità dei nostri compagni di viaggio, pazienza quando un connaturale istinto di superiorità ci fa giudicare – con piglio tutto
devoto – i fratelli che ancora (e sempre) misureranno la loro debolezza.
Abbi pazienza con te stesso, fratello che leggi.
Sappiamo bene che la voglia di dividere il mondo in buoni (noi) e cattivi (loro) ha portato i discepoli su orribili sentieri di violenza, in passato.
Per i cristiani il nemico non è mai l’altro, è dentro ciascuno di noi.
Senza cadere in perniciosi autolesionismi, guardiamo dentro noi stessi la zizzania (e – per una volta – chiamiamola per nome!) e guardiamo al grano buono seminato dal Signore. La contraddizione abita in ciascuno di noi, in me che scrivo. E’ pericoloso pensare di strappare definitivamente la zizzania prima che il grano sia giunto alla sua piena maturazione.
Pazienza, amico che leggi, se ti sembra che troppe tenebre ancora rovinino la tua vita: abbiamo tutta la vita per imparare a vivere, pazienza se pensavi di essere un prete migliore, un catechista migliore, un marito migliore, uno studente migliore: talvolta la bruciante esperienza del limite (Pietro insegna) ci spalanca la diga della misericordia. E ci rende simile a questo saggio padrone del campo.
Il mondo non ha bisogno di superuomini (supercristiani?) perfetti, ma di discepoli consapevoli del proprio limite, che attendono con passione al loro lavoro, amando questo mondo seminato a grano, consapevoli del proprio e dell’altrui limite, limite che Dio riempie di tenerezza.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Fuoco purificatore

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Buona domenica!

Il seme seminato nella terra buona
è colui che ascolta la Parola
e la comprende.

Dal Vangelo di Matteo (Mt 13,23)
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A –

 


La parola a…
Don Paolo Curtaz

Dio parla all’umanità, e lo fa continuamente, e lo fa generosamente, lo fa senza pentirsi. Lo fa con discrezione, senza urlare. Per ascoltare la sua Parola occorre prima imparare il silenzio del cuore, occorre aprire l’udito dell’anima, la vibrazione dell’essere profondo. Forse per questo molti accusano Dio di tacere, perché non hanno ancora imparato ad ascoltare. Siamo talmente disabituati all’ascolto! Gesù ne è certo: Dio semina e semina con generosità, con un pizzico di follia, non ha paura di gettare la Parola sull’asfalto, non lesina la sua voce…
Si propone Dio, non si impone. Mai. Ci lascia liberi. Sempre.
La parabola dice chi è l’uomo. L’uomo che è creato per relazionarsi, per dire, per dirsi, per ascoltare, per ascoltarsi. L’essere umano è, prima di ogni altra cosa, uditore, ascoltatore.
Chi produce frutto? Chi lascia germogliare il seme?
Chi ascolta la Parola, chi la cerca, chi la desidera.
Chi è stupito di potere ascoltare, chi è meravigliato di essere amato.
Chi è il terreno buono della parabola?
Io credo che “terreno buono” sia chi si è riconosciuto almeno un po’ nei precedenti terreni. È terreno buono chi, con semplicità, ascoltando questa parola, ha sentito nel suo cuore la durezza, l’incostanza, la preoccupazione, e teme di perdere la Parola.
Sei deluso della tua nascente vita di fede? Fatichi a restare fedele al Signore?
Hai grande nostalgia di Dio ma la vita ti inganna?
Leggi queste parole e senti un tuffo al cuore?
Buone notizie, fratello, la Parola sta crescendo in te.
Beati noi, invasi dalla Parola.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Frutti di santità

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Buona domenica!

“Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perchè hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti,
e le hai rivelate ai più piccoli.
Sì, o Padre, perchè così hai deciso nella tua benevolenza…”

 Dal Vangelo di Matteo (Mt 11,25-30)
XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno – A

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

…Ascolta chi è piccolo, chi è fragile, chi è spalancato allo stupore.
Gesù stesso è turbato da questa scoperta. Tra i suoi discepoli sono i poveracci a prevalere.
I notabili, i religiosi e i devoti, i ricchi, a parte qualche eccezione, tentennanno, dubitano, avvitano il proprio pensiero su loro stessi.
Deprimente.
Gesù esulta: nel mondo prevale, allora come oggi, la logica del potente.
Dio, invece, preferisce gli sfortunati e i perdenti. E dei perdenti ne fa discepoli.
Dei deboli i propri testimoni, dei balbuzienti i propri proclamatori.
BUFFO DIO. SAPESTE QUANTO LO AMO. SAPESTE QUANTO MI AMA.
Prendo volentieri il suo giogo sopra di me.
Non ho trovato nulla di più bello, di più vero, di più luminoso.
Lo so, crederci sul serio è folle.
Vivere incentrati sulla mitezza è folle.
Vivere nel rispetto profondo del corpo, nella sinfonia con lo spirito è fuori moda.
Scegliere il profilo basso è perdente.
Pazienza, continuerò a correre il rischio di credere nel Dio più pazzo che esiste.
Seguirò le poche tracce di luce che ho scoperto davanti a me.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Dio è

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Coraggio ben pagato!

Coraggio ben pagato quello di chi rischia con il Signore.

Parola di chi si è buttato, ha rischiato e non è rimasto deluso!

Mi piacerebbe chiederlo a genitori, educatori, adolescenti e giovani: ma cosa vi resta di questo mondo e di questa vita quando vi private di esperienze straordinarie in nome della normalità, delle certezze e del controllo razionale. E incontrare Dio è un’esperienza straordinaria. Ma perchè non buttarsi, perchè tentennare, perchè non rischiare per paura?

I parroci trattengono per paura di perdere; i genitori trattengono i figli, noi non molliamo quello che ci sembra di possedere, gli animatori non mollano i propri ragazzi… tutti stringono e nessuno perde.

Testimoni di cosa, allora? E soprattutto di chi?

Dicono che segue Dio chi cerca ragioni per vivere e per sperare; chi ha paura della sua vendetta finale; chi sa fare i conti per l’oggi e per l’eternità… dicono, ma quante se ne dicono… e pensare che se avessimo il coraggio di annunciare lo stesso Dio di Gesù Cristo tutto sarebbe così diverso…

Una sola cosa io so: Ci hai amato tanto da dare il tuo unico Figlio per la nostra salvezza.

Ma come ti conosceranno se nessuno ti annuncerà?

Buona domenica!

Sono questi i santi apostoli che nella vita terrena
hanno fecondato con il loro sangue la Chiesa:
hanno bevuto il calice del Signore,
e sono diventati gli amici di Dio.

Antifona d’ingresso – Solennità di SS. Pietro e Paolo

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Nella loro vita poche volte i due si incontrarono, a volte litigarono, si confrontarono, si richiamarono alla fedeltà. Eppure il loro comune Signore li adoperò per farli diventare le due colonne principali cui poggia l’edificio della Chiesa.
Pietro e la conservazione della fede. Paolo e l’ardore dell’annuncio, l’anarchia dello Spirito.
Difficilmente si sarebbe riusciti a mettere insieme due figure più diverse, eppure la Chiesa è così, fatta di gioiosa diversità, di dilagante ricchezza. Ed è bello e consolante, oggi, celebrare insieme due che mai, nella vita, avrebbero voluto essere ricordati insieme…
Così è la Chiesa, che oggi gioisce per questi innamorati di Dio, lieta di poter proporre ad ogni uomo lo stesso percorso di scoperta del volto del Signore Gesù.
Pietro il pescatore, Paolo l’intellettuale, le due colonne su cui poggia la nostra fede, Pietro e Paolo, le colonne della fede, ci insegnino a vivere nella tenerezza dell’appartenere alla Chiesa.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Per rendere sicuro il viaggio

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Buona domenica!


Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce,
e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo,
ma non hanno potere di uccidere l’anima;
abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere
di far perire nella Geenna e la’nima e il corpo.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,26-33)
XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno- A

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Gridiamolo sul tetto questo Vangelo, facciamocene carico, entriamo nella compagnia di chi prende sul serio l’ansia di pienezza che inquieta il Signore.
“L’amore ci spinge”, diceva san Paolo. E’ l’amore per Dio e per l’uomo che fa gridare sui tetti, è la percezione della salvezza che può riempire i cuori che ci fa uscire per indicare a chi vive nella paura e nella solitudine che esiste una pienezza e che questa pienezza ha il volto e lo sguardo di Cristo.
Ma fare questo, credetemi, costa.
Essere cristiani sul serio, costa.
Fratello, sorella: quanto ti costa essere cristiano? Nulla? Brutto segno…
Nella fatica della testimonianza il Signore ci assicura che siamo nel cuore di Dio, nella pienezza della sua attenzione. Amati, saremo in grado di gridare il Vangelo con la nostra vita.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Penso che…

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Buona domenica!

“La messe è abbondante,
ma sono pochi gli operai!
Pregate dunque il signore della messe,
perchè mandi operai nella sua messe”.

Dal Vangelo di Matteo (Mt 9,36-10,8)
XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno- A

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Nessuno si sognerebbe di mettere insieme dodici persone così radicalmente diverse per realizzare un progetto! Pescatori abituati alla concretezza e alla rudezza insieme ad intellettuali come Matteo e Giovanni; tradizionalisti come Giacomo insieme a pubblicani, peccatori pubblici, terroristi come Simone del gruppo degli Zeloti, disposti ad uccidere l’invasore romano.
C’è l’intero Israele in questo gruppo, l’intera umanità nella sua vivace diversità.
La Chiesa è la comunità dei discepoli di Gesù diversi tra loro in tutto se non nell’amore del Maestro, chiamati ad annunciare il vangelo con semplicità e verità.
Questo è, nel sogno di Dio, la Chiesa.
Non pensate, vi prego!, a chi annunciare il Vangelo in questa settimana: accoglietelo voi!

 

…e per riflettere puoi scaricare: Fili e fili

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Giovani Evangelizzatori e non solo…

Scriveva, qualche tempo fa, un padre gesuita: “A pregare si impara pregando”. E chi può negarlo? Basta fare esperienza concreta della Preghiera per capire che è un circolo intenso di relazione appassionata con Dio… Ma se questo è vero per la preghiera come la mettiamo con la fede? Come si impara a vivere quell’atteggiamento del cuore che, in qualche modo, è la condizione di possibilità della preghiera stessa? Come si impara a credere?
A credere s’impara evangelizzando! E non è una contraddizione in termini. E’ la sfida accolta e vissuta da un gruppo di giovani, i GEP che, sullo stile dell’apostolo Paolo, scelgono di vivere e investire il meglio delle loro forze ed energie per crescere nella fede condividendo con i propri coetanei la loro ricerca di Dio, il loro incontro personale e a volte destabilizzante con Lui, la loro voglia di capire-scoprire quali sono le vie di quell’amore così dinamico ed effervescente da ribaltare ogni possibile logica umana.

A credere si impara vivendo, cercando, dubitando, fidandosi, rischiando e comunicando… qualcuno di mia conoscenza direbbe che è tutto un vivere al congiuntivo. E in parte lo è realmente… La fede, per i Gep è questione di vita, è cammino verso la vita.

Un Gep annuncia la pienezza di un incontro che ti cambia la vita, che ti spinge verso orizzonti nuovi, che ti porta a sentire tutta la vertigine e l’ebrezza del credere. La formazione umana, spirituale, biblica, carismatica; la Parola e l’Eucarestia; l’annuncio vissuto e sperimentato come stile concreto e quotidiano; la voglia di imparare da tutto e da tutti… questo e molto altro fa di un Gep un giovane “erede” di san Paolo, oggi.

Il cammino è ecclesialmente trasversale e teso a far mettere le ali alla fede, a percorrere strade virtuali e non per annunciare il Vangelo con tutti i mezzi a disposizione, a far brillare nelle routine quotidiane Dio, come presenza nuova e piena di senso nuovo.

Per il momento la base è Salerno, ma la rete permette un always on line di tutto rispetto!

Siamo nati ad aprile e il nostro primo “mandato” lo abbiamo vissuto nella notte del 3 maggio preparando, tra preghiera ed evangelizzazione, la Giornata Mondiale delle Comunicazioni

Video dell’animazione fatta a Salerno il 3 Maggio  

 

 

Buona domenica!

IL VOSTRO AMORE E’ COME UNA NUBE DEL MATTINO,
COME LA RUGIADA CHE ALL’ALBA SVANISCE…
VOGLIO L’AMORE E NON IL SACRIFICIO,
LA CONOSCENZA DI DIO PIU’ DEGLI OLOCAUSTI.

Dal libro del profeta Osea (Os 6,3-6)
X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Gesù disse, semplicemente: “VIENI?”. Matteo restò interdetto. Forse si trattava di uno scherzo. O forse no. Per un attimo Matteo vide nello sguardo trasparente e fermo di Gesù ciò che egli avrebbe potuto essere. Vide che era amato, senza condizioni. Avrebbe voluto fargli mille domande. Non un suono gli uscì dalla gola. ANDO’. Non sa dove lo condurrà questa avventura, non sa ancora cosa succederà, ma segue il suo istinto: non ha mai trovato tanta gioia in un momento solo, tanto amore in un solo sguardo.

 

 

…e per riflettere puoi scaricare: Dio ve lo renda

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Buona domenica!

Vedete, Io pongo oggi davanti a voi
benedizione e maledizione…

Dal libro del Deuteronomio (Dt 11,18.26-28.32)
IX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Dove poggiano le nostre convinzioni?
Su cosa si fondano le nostre speranze?
Chi o cosa muove la nostra vita, suscita le nostre attese? Viviamo costretti dagli eventi, spesso, e non è vero che la vita è oppurtunità come malevolmente ci fa credere il nostro mondo. Molto più realisticamente, la vita che realizziamo è una concatenazione di eventi che non dipendono da noi, di fortune o di sfortune che possiamo accogliere o rifiutare. Per molti il lavoro che hanno è l’unico che hanno trovato, la città in cui vivono l’unica scelta che si possono permettere economicamente, la soluzione affettiva che vivono la migliore che sono riusciti ad ottenere. E quando accade di scontrarsi con eventi dolorosi o con la cupa consapevolezza del limite, allora vengono a galla gli aspetti più intimi e profondi della vita, una specie di rarefazione e di nudità dell’essere che ci può anche stordire.
O far volare.
Gesù ha una proposta, semplice, destabilizzante, folle: fonda la tua vita sulle mie Parole, perchè io sono la Parola che il Padre pronuncia sul mondo, ed è un Parola di bene, ed è una Parola d’amore.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Salvezza e futuro

 

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