Ordinario!- BUONA DOMENICA! XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Ordinario… È da circa tre mesi che non ne sentiamo parlare. Dopo la solennità della Pentecoste, pur essendo rientrati nel Tempo Ordinario, abbiamo avuto una serie di straordinarie domeniche, che ci hanno permesso di contemplare la pienezza del Mistero che celebriamo. Ora però è il Vangelo stesso a portarci nell’ordinarietà di un cammino – quello di Gesù e dei suoi discepoli –, di una serie di incontri, di scelte da vivere, di decisioni coerenti.
Il brano che la Liturgia ci propone in questa XIII domenica ci permette di entrare in una quotidianità che interroga il nostro modo di camminare seguendo le orme del Maestro di Nazaret; perché anche noi siamo a volte i Samaritani, altre volte gli infuocati discepoli, altre ancora volenterosi uomini e donne pronti (ma non troppo) a seguirlo. La nostra vita di fede ha bisogno di questi spaccati di umanità semplice e per nulla straordinaria, fatta di desideri, di rifiuti, anche di ira. Ne abbiamo bisogno perché è da lì che cogliamo quelle gocce di acqua pura e zampillante che dissetano la nostra sete di Dio, la nostra voglia di crescere come discepoli del Risorto. Nelle cadute dei discepoli possiamo imparare come rialzarci; nel rifiuto dei molti in cui Gesù si imbatte possiamo chiedere a noi stessi chi vogliamo essere; nei desideri che non planano da nessuna parte, possiamo dare corpo alle nostre risposte a Dio. In poche parole: è proprio dalla ferialità della Parola che possiamo scoprire come dare un senso e un orientamento nuovo alla nostra quotidianità. Perché è lì che la Parola di fa luce, si fa strada, si fa scelte.
Riusciremo a dire ogni giorno: «Parla, Signore»? Riusciremo ogni giorno a convincere noi stessi che la tua Parola, Signore, è viva ed efficace? Capace di fare luce sui nostri desideri più intimi e sui pensieri più profondi? Riuscire a sentire la tua Parola talmente viva da mettere in questione le nostre scelte e insegnarci la pienezza di una libertà autentica? Tu, parla, Signore! E possa la nostra intelligenza avere il sano ardire di lasciarsi mettere in gioco da te, dalle tue logiche, dalle tue proposte.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Aprici a te, Parola di Vita

Signore Gesù,
sei la Parola viva e vivente
che il Padre ha donato alla storia.
Sei la voce della Vita che ci scuote
dal torpore di comode scelte
per indicarci gli orizzonti di Dio.
Sei l’eternità che apre squarci di pienezza
nel nostro quotidiano accontentarci.

Aprici a te,
perché di nuova vita e di nuovo senso
risplendano le nostre semplici giornate.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Lc 9,51-62)

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

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