Un re debole – Buona domenica! – (Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo) XXXIV Domenica Tempo Ordinario – anno C

«In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Lc 23,35-43

A che cosa ci serve un perdente? Dove ci porterà uno che non è riuscito a tenere in mano la situazione? Come ci proteggerà, come ci potrà salvare uno che non è riuscito a salvare se stesso? 
Domande che, di fronte a un Dio crocifisso, attraversano la storia ormai da secoli e si ripropongono puntuali, ogni volta, che la fede diventa una scelta di vita. Allora c’è chi usa la dottrina come fosse un’arma, riducendo il Vangelo e il suo fondamento storico a dettaglio irrisorio, esempio, simbolo. Oppure c’è semplicemente chi da quella croce, ogni volta che si ripresenta nella storia, resta disorientato e in balia delle voci forti del momento. Qualcuno nel popolo resta a vedere cosa accadrà, oggi come ieri. Qualcuno insulta, altri deridono gentee altri ancora, non troppi in verità, credono che su quella croce si sia manifestato il vero volto di Dio. Credono che in ogni crocifisso della storia, in ogni colpito dall’ingiustizia, in ogni condannato dal perbenismo saccente, in ogni debole emarginato o in ogni peccatore condannato ci sia una scintilla luminosa di Dio che può ancora illuminare la storia.
Un re debole, ecco chi è colui in cui siamo chiamati a credere. Un re mite che, a prezzo della sua vita, ha salvato tutti. Un re, la cui croce, è divenuta la voce di condanna di ogni religiosità usata come arma di potere e di condanna.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Signore Gesù, Re debole,
che hai donato vita al mondo
attraversando l’ingiustizia,
la condanna, la tortura, la morte,
insegna a questa storia,
a ogni uomo e donna, a tutti noi,
la forza dell’amore,
la rivoluzione del dono,
la bellezza irrefrenabile della gratuità.

Re crocifisso, insegnaci a credere
che solo il servizio all’indifeso e al povero,
la difesa del debole, la vita offerta per l’altro
può ridonare al mondo il coraggio della speranza
e la fede in te, Signore della vita. Amen.

ALLENIAMOCI IN MISERICORDIA  

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Riconoscere la logica di dono che Dio ha usato per esserne strumento oggi, nella nostra storia.

DAL VANGELO della domenica (Lc 23,35-43 )

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».croce paradiso
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

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1 commento su “Un re debole – Buona domenica! – (Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo) XXXIV Domenica Tempo Ordinario – anno C”

  1. Gesù non è un Re debole. È Gesù non è una voce di condanna per ogni religione: è molto di più. Gesù non è un Re debole, perché ha sopportato la Passione – ha avuto la Forza d’istituire l’Eucaristia col cuore triste forse, perché sapeva Che Giuda lo stava per tradire – e ha sopportato il dolore della tortura senza lamentarsi. Ha sopportato il cammino del Golgota cadendo 3 volte e sempre rialeandosi. Ha sopportato il patibolo pur piegandosi sempre alla volontà di Dio e sempre utilizzando la forza ci ha affidandoto col cuore in mano la Mamma Maria come Madre di tutti noi. Eppure non aveva quasi più fiato perché un Crocifisso muore lentamente per asfissia. Lo dimostrano seri studi scientifici sulla Sindone. Nessun uomo sarebbe riuscito à sopportare un dolore spirituale e fisico come quello Che ha sopportato Gesù nostro Signore, probabilmente sarebbe morto dissanguato durante la tortura, mentre gli asportavano le carni. Gesù è stato torturato fino à strappargli la pelle dal corpo. Oppure qualunque uomo Al posto suo sarebbe morto lungo la via del Calvario. Ma Gesù no, è rimasto Vivo fino alla fine, perdonando persino i suoi persécutori ed uccisori. Chi sarebbe riuscito à fare tutto questo? Nessuno. Perché solo Gesù si è trovato in una situazione simile, e solo Gesù è Dio. Perciò è solo Lui il Re, il Re Forte dell’universo, Che Grazie alla Sua forza in Croce ha Salvato tutti noi. E perciò non è un esempio di condanna per tutte le altre religioni, ma secondo me condanna Tutti quelli che peccano e non si pentono e continuano a peccare. Come la Maddalena Gesù ci dice Che siamo tutti chiamati à non peccare più ed à convertirci a Dio. Grazie.

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