ALLA MENSA DELLA COMUNIONE – Imparare a condividere – CATECHISTI PARROCCHIALI – Aprile 2014

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ALLA MENSA DELLA COMUNIONE
Imparare a condividere

di Emilio Salvatore

L’icona biblica della Cena del Signore è un invito alla comunione, a partire dalle nostre mense familiari per comprendere il valore del sacramento della Comunione, che sperimentiamo alla mensa dell’altare. Vi è troppo poca attenzione al rituale familiare e, di conseguenza, a quello ecclesiale.cenare
Spetta agli educatori riscoprirlo e farlo riscoprire!

I ragazzi, spesso non conoscono la gioia del mangiare insieme. Abituati a pranzi veloci e ai fast-food, hanno perso il senso della solennità dello stare a tavola.
Il pasto condiviso, riuniti intorno a una tavola apparecchiata, è diventato solo l’immagine di una pubblicità di merende.    
Nell’antichità aveva un ruolo molto importante. In genere o si sceglievano gli amici con cui mangiare (i grandi simposi della tradizione greco-romana) o si diventava amici mangiando (le cene che sancivano la fine delle ostilità). A questa logica non si sottraeva il mondo giudaico, che vedeva nella cena un luogo esclusivo, cui potevano accedere solo persone degne.

Il valore simbolico del mangiare insieme:
mensa• Cenare insieme è un piacere oltre che un gesto dal valore simbolico molto profondo.
• Gesù chiama i suoi a mangiare insieme quel pranzo che sembra, dal racconto matteano, pasquale per inserire in esso il congedo che diventa modalità di permanenza nel tempo.

Il primo aspetto del racconto della cena è caratterizzato dall’espressione della condivisione sul piano orizzontale.
Gesù condivide il cibo preparato e anche le sue inquietudini.
La parola sul traditore rivela quella rottura della comunione che è contraria allo spirito della gioia conviviale fra amici.
Il messaggio è evidente anche sul piano dell’attualizzazione: a tavola emerge, dando tempo allo stare insieme, ciò che unisce, ciò che cementa la condivisione e ne fa una vera comunione; e ciò che divide, che rompe questa familiarità e intimità.
Alla stessa tavola ci si può sedere per stringere un patto di fraternità oppure, con finzione e simulazione, per prepararsi a tradire, a consegnare l’amico.

Il gesto della consegna pubblica del Maestro ai discepoli si inserisce quasi per contrastare questo atteggiamento e dentro la ferita di questa comunione. Non si consumano solo i cibi del corpo, ma il cibo dell’anima.cena di famiglia
Gesù prende il pane e il vino, ed esprime, attraverso queste realtà del creato, che sfamano e dissetano, la sua volontà di condivisione di se stesso, della sua vita.
Sul piano educativo egli aveva già spezzato la sua vita con i discepoli, donando quanto conosceva del Padre e riteneva utile per i discepoli.
Ora rilancia la comunione anche nella sua morte, nella consegna di sé per i suoi nemici.
Il pane spezzato è segno della sua vita, oggetto di sofferenze causate dalla nostra malvagità; il vino è segno di alleanza definitiva con Dio.

Il gesto trasforma il mangiare insieme nel vivere insieme; il tradimento in offerta d’amore; il cibo del corpo in cibo dell’anima; il presente, che ricorda, nel ricordo del presente.
La comunione, da solidarietà nell’oggi, si trasforma in possibilità di legame che va oltre il tempo e lo spazio e lega ogni credente, in Cristo e per Cristo, con il Padre e con tutti i credenti.
cenaPaolo, infatti, dirà: «… il calice della benedizione, che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane, che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane» (1Cor 10,16-17).

ALCUNE PISTE EDUCATIVE
• Occorre riscoprire in famiglia il valore del mangiare insieme, per capire quello della Cena eucaristica.
• La partecipazione alla Messa domenicale diviene, così, espressione di questa comunione nello spazio e nel tempo. Quando partecipiamo all’Eucaristia noi riviviamo la solidarietà degli amici, facciamo comunione intorno alla stessa Mensa, condividiamo parole, idee e progetti fra noi e con Gesù. E viviamo la comunione con Gesù che si fa legame permanente, profondo fra noi e con lui.
• Siamo coscienti di tutto ciò? A volte pretendiamo di capire il valore alto del gesto sacramentale, mentre è venuto meno per noi il valore simbolico della vita ordinaria.

Questi e molti altri suggerimenti, nel numero di Aprile 2014 di Catechisti Parrocchiali. 

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