Quando la Pasqua non finisce…

E anche questa volta i giorni di festa sono finiti! Si torna alla normalità, alla consuetudine, alla routine… per qualcuno sarà un “gran peccato” e per qualcun’altro sarà un “per fortuna”, ma di oggettivo c’è che Pasqua, Pasquetta e tutto ciò che comportano sono ormai “passato”. Se però dopo Natale, tutte le feste sono portate via dall’Epifania, questa volta non è così! Con la Pasqua si spalanca davanti a noi uno dei più straordinari momenti di quell’anno che noi cristiani definiamo liturgico… già liturgico… perchè segnato da azioni di vita, opere, scelte, discernimenti che della Vita diffondono il profumo ovunque… per questo lo chiamiamo “liturgico”. E se di vita possiamo parlare per 365 giorni all’anno, quando, con la Pasqua varchiamo le soglie del prezioso TEMPO PASQUALE allora la vita, diventa un imperativo forte. Non una vita cercata per sbaglio, ma una vita desiderata, cercata, ottenuta attraverso scelte concrete dettate dall’amore, dalla gratuità, dall’audacia del dono e dalla fermezza della determinazione.

Il tempo pasquale diventa una sorta di spartiacque tra chi la Pasqua l’ha vissuta come abitudine e coloro per i quali è stato un reale passaggio da situazioni di morte, di chiusura, di non perdono, di non condivisione, di non accoglienza a scelte segnate dall’apertura, dalla riconciliazione, dalla fiducia rinnovata, dalla stima, dalla voglia di ricominciare, dalla capacità di non arrendersi, da possibilità date nuovamente a se stessi e agli altri, dal perdono, dall’amore, dal superamento dei propri bisogni e desideri da appagare a tutti i costi, da passi concreti… praticamente, dalla VITA!
E di fatto, il profumo che attorno a noi dovrebbe diffondersi è profumo di vita, perchè dalla Vita siamo stati raggiunti e dalla Vita
siamo stati cambiati.

La notte di Pasqua è la celebrazione della vittoria della vita; è passaggio tra le difficili e pericolose acque del vivere ordinario; è esodo da un mondo solo umano a orizzonti più ampi, meno costringenti e paradossalmente più difficili da gestire. Anche noi siamo chiamati a vivere il nostro personale esodo, vigili, indossando i calzari delle nostre personali fragilità. Nella notte di Pasqua l’oscurità viene definitivamente dissolta dal Signore Risorto che su tutta la storia e sull’intera creazione rinnova la sua Promessa d’amore.
Ma solo ognuno di noi, nei suoi piccoli grandi sì, potrà permettere al Risorto di penetrare con la sua luce le tante forme di oscurità e di morte che segnano la nostra vita per dissolverle definitamente.

Sia questo il nostro Sì alla Vita scaturita dalla morte!
Sia questo il nostro Sì al Signore crocifisso e Risorto!
Sia questo il nostro Sì di cristiani che hanno sperimentato e accolto!
Sia questo il nostro Sì definitivo che dona a questi prossimi 50 giorni l’intenso profumo della vita e di una vita riconciliata, salvata, amata, donata per amore!

Auguri a tutti e buon tempo Pasquale!

sr. Ma’

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