Archivi categoria: Parola di Dio

Buona domenica!

“Il regno dei cieli è simile a un re
che fece una festa di nozze per suo figlio.
Egli mandò i suoi servi
a chiamare gli invitati alle nozze,
ma questi non volevano venire”.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22,1-14)
XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno A-

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

L’incontro con Dio è festa, gioia, danza, sorriso, bellezza indescrivibile.
Travolgente come un innamoramento, vera come il desiderio di donarsi e di vivere insieme, feconda come un talamo nuziale, l’esperienza di Dio ha a che fare con l’aspetto più gioioso dell’esistenza umana, quello dell’amore. Il Dio di Gesù invita l’umanità ad una splendida festa di nozze in cui lo sposo è Gesù stesso. Che splendida notizia! Ma allora – scusate – perché molti pensano alla fede come al più triste dei funerali?
La sfida del cristianesimo in questo terzo millennio consiste nel passare da una fede crocifissa ad una fede risorta, perché la gioia cristiana è una tristezza superata, è partecipare al banchetto nuziale che inizia qui e finirà nell’eterno cuore di Dio.
La libertà è l’altro nome dell’amore: nessuno può costringere una persona a riamarti, nessuno può obbligare una persona ad accogliere e restituire l’amore che gli doni. Dio, il grande amante, si pone un limite rispettando la libertà degli uomini, non viola la nostra privacy, la sua presenza è discreta, il suo invito stenta a farsi udire in mezzo al frastuono delle nostre città.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Specchio

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Buona domenica!

Voglio cantare per il mio diletto
il mio cantico d’amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle.
Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi
e vi aveva piantato viti pregiate;
in mezzo vi aveva costruito una torre
e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva;
essa produsse, invece, acini acerbi.

Dal libro del profeta Isaia (Is 5,1-7)
XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno A-

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Mi commuove questo Dio onnipotente fermato dal nostro rifiuto, come un amante scosso, un genitore ferito, un amico che si scopre improvvisamente tradito. Che fare? Questo Dio sconsiderato rischia la vita del figlio, pensando, così facendo, di suscitare rispetto nell’uomo, se non giustizia. E invece no, anche questo gesto è stravolto, incompreso. Che fare? Gesù non sa più cosa dire, aspetta una risposta dagli affittavoli che, ingenuamente, nell’ottusità del loro cuore, non capiscono che proprio di loro si sta parlando. E inveiscono: morte, punizione, vendetta, maniere forti! Già, replica il Rabbì, già. Così non sarà, così non avverrà. Solo l’ultima parte del consiglio si avvererà: ad altri verrà data la vigna, a noi, ladri di salvezza. Il rabbì, invece, non si vendicherà, ma si lascerà spazzare via piuttosto che usare violenza. L’uomo che dimentica di essere vignaiolo, di guardare altrove, di vivere nella gratitudine del dono della vita, l’uomo che non cerca il proprio destino e la propria chiamata, viene accecato dalla propria violenza e dalla propria arroganza, semplicemente. A noi, non più affittavoli ma coeredi, il compito di vivere nella gioia del coltivare la vigna di Dio, sopportando con pazienza evangelica la violenza nel nostro e nell’altrui cuore, opponendovi, come esorta san Paolo, “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro e amabile”.

 

e per riflettere puoi scaricare: Piego le ginocchia

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Buona domenica!

Un uomo aveva due figli.
Si rivolse al primo e disse:
“Figlio, oggi và a lavorare nella vigna”.
Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”.
Ma poi si pentì e vi andò.
Si rivolse al secondo e disse lo stesso.
Ed egli rispose: “Si, signore”. Ma non vi andò.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 21,28-32)
XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno A-

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

La fede cristiana ha una caratteristica che la rende unica: il fatto di credere in un Dio incarnato costringe la nostra spiritualità ad incarnarsi, obbliga la nostra preghiera a diventare azione, porta i nostri discorsi alla verifica continua nelle azioni. Come sarebbe più comoda una fede che resta nei cieli! Una religione che si esaurisce nella preghiera e nel culto, nella devozione e nel timore!

Gesù chiede al proprio discepolo di imitarlo nelle parole e nelle opere, senza sfiancarsi alla ricerca di una pagana coerenza, ma nella serena consapevolezza che incontrare il Vangelo ci spinge a cambiare la vita.

Gesù non è morto in nome della coerenza, ma dell’amore.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Scegliere Cristo

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Per me vivere è Cristo! E per te?

Per me vivere è Cristo!
e per te?

paolo

ANNO PAOLINO 2008 – 2009
Paolo ha qualcosa da dire a tutti!

News su iniziative!

Buona domenica!

“Perchè ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”
Gli risposero: “Perchè nessuno ci ha presi a giornata”.
Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20,1-16)
XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno A-

 

La parola a…
Don Paolo Curtaz

Che visione ho di Dio? Davvero ho scoperto la sua bontà? Questa bontà mi ha contagiato, sì da riversarsi sui fratelli? Che paga ci aspettiamo alla fine della giornata lavorativa? Che visione abbiamo del premio che il Signore ci riserva? A volte penso che avesse ragione Voltaire: proiettiamo su Dio le nostre piccinerie. E la logica di Dio assomiglia terribilmente alla nostra mediocre, rassicurante e grigiastra logica. Convertirsi alla bontà Gli operai della prima ora non hanno colto con chi hanno a che fare. Hanno ridotto la loro fede a fatica e sudore. Peggio: guardano con sospetto gli altri, quasi concorrenti dei loro privilegi. Non è così per chi ha colto la luce del Vangelo. Stupiti, abbagliati dalla bontà del padrone, gioiamo per la grazia di poter lavorare nella vigna, gioiamo per la possibilità che altri fratelli anche all’ultimo possano accogliere la grazia che ci ha trasformati. La bontà di Dio contagi la nostra vita, in modo da rendere la nostra giornata lavorativa, sin d’ora, immagine di quella gioia che il Signore riverserà nei nostri cuori forgiati dalla fatica dell’amore. Il nostro Dio, mite e umile di cuore, che vivrà questa pagina dall’albero della croce accogliendo il buon ladrone, ci faccia uscire dalle ristrettezze di una fede “sindacale” per percepire, almeno un poco, quale braciere d’amore e di bontà è il suo cuore; impariamo dal Signore, che è mite e umile di cuore…

 

…e per riflettere puoi scaricare: Il nostro io migliore

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Buona domenica!

Cristo Gesù pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo
diventando simile agli uomini.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (Fil 2,6-11)
ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE – Anno A-

 

La parola a…
don Roberto Seregni

Che strano festeggiare l’esaltazione di uno strumento di tortura. Ve l’immaginate la festa dell’esaltazione della sedia elettrica? Oppure una piccola ghigliottina appesa ai muri delle case o al collo dei fedeli? Non voglio essere blasfemo, ma solo provare – almeno un po’ – a rivivere quello scandalo che ha attraversato i discepoli nel vedere il loro Rabbì incamminato verso la morte in Croce. I dodici probabilmente si aspettavano di tutto, ma quella fine proprio no. Avevano lasciato ogni cosa per Lui, affascinati dalla sua parola, dai suoi miracoli, dalla sua intimità con Dio e poi se lo vedono lì. Irriconoscibile. Impotente. Sulla Croce.
Provo ad immaginare i loro pensieri….
Dov’è finito quel Rabbì potente che libera dai demoni e dalle malattie?
Dove si è nascosto quel profeta che incanta le folle con sue parole cariche di novità e di bellezza?
Dove è quell’uomo meraviglioso che ha saputo guardare nei nostri cuori e farci sentire amati e accolti come nessuno mai aveva saputo fare?
Dove sei Gesù, Rabbì? Dov’è finito tutto quello che hai promesso?
La festa che oggi celebriamo ci libera dalla tentazione di farci un Dio a nostra immagine e somiglianza, un Dio che risponde ai nostri bisogni e alle nostre attese. Il Crocifisso ci salva innanzitutto da una falsa immagine di Dio. Non il Dio che vuol essere servito e riverito, ma il Dio che serve e dona la vita. Non il Dio che spadroneggia, ma il Dio che ama senza misura. Non un Dio onnipotente nel castigo, ma un Dio onnipotente nell’amore, nella misericordia e nel perdono. Esaltare la Croce significa esaltare il volto nuovo e inedito con cui il Cristo rivela Dio e si presenta come la trascrizione storica della Sua bellezza e del Suo amore. La Croce è il miracolo definitivo di Cristo, è l’apertura eterna sul cuore di Dio, sulla verità di un amore che si dona senza misurare, senza pesare, senza aspettare di essere ricambiato.
Penso a te, che ti consideri un fallito perché tua moglie ti ha lasciato e ora ti trascini da un bar all’altro. Penso a te, che anneghi nei sensi di colpa per una scelta sbagliata vecchia di vent’anni. Penso a voi, che vi sentite dei genitori falliti perché vostro figlia ha smesso di mangiare. Penso a te, che ti senti una nullità perché non riesci a trovare un lavoro. Quelle braccia crocifisse e spalancate sono per voi. Sono l’abbraccio incandescente di un amore che è più forte di ogni fallimento e di ogni caduta. Sono la presa sicura di chi ti accoglie così come sei, ti risolleva dal fallimento e dalla caduta, ti fa sentire forte sulla pelle il gratis dell’amore. Quello vero. Quello che ti lascia senza fiato. Quello da contemplare in silenzio con una sola parola sulla labbra: grazie.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Il verbo si è fatto carne

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Sulle vie del Vangelo…

Sulle vie del Vangelo sono miridiadi le persone e le situazioni che si possono incontrare, così come sono infinite le strade che si possono percorrere. Ma si sa, ognuno di noi è chiamato a scegliere e la qualità vera della vita sta proprio nell’intensità delle scelte che si fanno giorno dopo giorno (credo che qualcuno di mia conoscenza a questo punto stia sorridendo… questa è una delle mie frasi-motto!) e noi abbiamo realmente scelto; anzi permettetemelo… abbiamo risposto a una vera e propria chiamata.

Dal 12 al 18 agosto a Marina di Camerota – una delle più belle località turistiche in provincia di Salerno – abbiamo vissuto un’esperienza molto intensa di preghiera, riflessione, confronto e annuncio gioioso della Parola di Dio e della nostra esperienza di Lui. Qualche giorno fa, un ragazzo di 26 anni, mentre descriveva a una sua amica “un camposcuola” ha letteralmente detto: “è una di quelle esperienze da lavaggio del cervello!”… pur lasciando aperto tutto lo spazio del confronto a me piace pensare come a una di quelle esperienze che ti fanno il lavaggio del cuore e dei desideri… dei pensieri e della vita. Lavaggio come esperienza del lasciarsi invadere dall’imprevisto e inatteso, dal fiume in piena di un incontro che ti può cambiare la vita. E sebbene i partecipanti a questo campo, cosidetto biblico, abbiano incontrato centinaia di persone, credo di non esagerare affermando che il vero sconvolgente incontro lo abbiano fatto con un a tu per tu con il Dio che li ha chiamati e mandati… incontro con quello stesso Dio che oggi continua a farli sentire amati.

Caro Daniele, è così che si chiama il 26enne citato prima… quanto mi piacerebbe che anche tu potessi trovare il coraggio di lasciarti sconvolgere da un Incontro speciale. Che ritrovassi in te quella fiducia appassionata in quel Dio di cui un po’ di anni fa ti fidavi ciecamente…

Va beh… dopo questo piccolo desiderio condiviso con il mondo… preferisco ritornare a Marina di Camerota, ma lo faccio attraverso l’esperienza di Maddi e Dalia, anche se mi piacerebbe che tra queste righe prendesse carne anche la carica di Caludia e Pioppi, di Adele e Veri, di Marianna, Maka, di Ale e Susi e perchè no… il passaggio veloce di Tina, Maria Rosaria e Mimmo… le foto vi aiuteranno ad avere almeno un piccolo assaggio della gioia e della forza che, questi giorni, con Dio e con la sua gente, ci hanno regalato.

 Maddi: Sono tornata dal campo biblico di Marina di Camerota due settimane fa e la mia vita è davvero cambiata… Dopo 12 ore di viaggio, con mia sorella, siamo arrivate in canonica e abbiamo conosciuto gli altri 8 compagni di avventura… Ci sono stati molti momenti di preghiera e riflessione e non sempre sono stati facili… come comprendere qual è il messaggio di Dio? Come riuscire a fare la Sua volontà? Ma poi piano piano tutto si faceva chiaro, bastava ascoltare o cogliere un sorriso o una frase di chi stava intorno a noi… E poi una sfida… andare a Evangelizzare in spiaggia…i dubbi erano molti ma è stato stupendo… ci siamo mossi tra gli ombrelloni come una macchia gialla (questo il colore delle magliette del gep: giovani evangelizzatori paolini) e siamo stati accolti, cercati, ascoltati…per tutti c’era un invito a passare in chiesa la notte del 15 Agosto per la notte bianca eucaristica… ci siamo fatti conoscere per quelli che siamo: ragazzi giovani che credono in Dio e vogliono far conoscere a tutti il Suo amore, che hanno una gran voglia di ridere, giocare e divertirsi…La notte della Veglia è stata fantastica, tutto in quella notte è stato incontro con Dio… ora abbiamo una missione da portare avanti e non sarà facile, ma so di non essere sola…

Dalia: Ciao a tutti sono tornata da circa un’ora dalla magnifica esperienza del campo biblico!!! Sapevo, o meglio immaginavo che sarebbe stata una settimana unica e speciale ma lo è stata molto di più di quello che mi aspettavo! L’incontro con Dio sconvolge sempre e, pur sapendolo, a volte dimentichiamo quanto è grande il Suo Amore per noi… così abbiamo bisogno di staccare la spina per poterlo ritrovare e soprattutto per permettergli di ritrovarci. 
…Abbiamo vissuto momenti davvero forti, belli, divertenti e le parole chiave che per me hanno rappresentato questo campo sono state Preghiera ed Evangelizzazione. Il tutto si è concluso con un momento di preghiera durante il quale abbiamo ricevuto il mandato per essere apostoli tra le genti, per annunciare il Vangelo lì dove viviamo, nelle nostre città, nelle nostre famiglie, nelle nostre parrocchie…è stato un momento forte in cui ci siamo sentiti davvero chiamati per nome e mandati tra la gente come apostoli di Gesù!!!
Adesso eccomi qui con un po’ di nostalgia nel cuore per essere tornati ognuno nelle proprie città ma anche con la consapevolezza che Gesù non chiama tutti insieme in uno stesso posto…ma ci chiama personalmente, uno alla volta inviandoci li’ dove c’è bisogno di noi…ed è con questa convinzione che mi auguro di portare agli altri, attraverso le vie reali e virtuali, la sua parola!
Ringrazio però i miei compagni di viaggio, grazie per la magnifica esperienza che mi avete fatto vivere! E un grazie speciale a Colui che ha voluto che fossimo proprio noi ad essere presenti: grazie Gesù!

 

Un grazie da parte di tutti noi a don Antonio Marotta e a tutta la comunità parrocchiale per aver permesso che “due Provvidenze si incontrassero”. Grazie di cuore e alla prossima!!!

 

 

Buona domenica!

“Qui non abbiamo altro
che cinque pani e due pesci”

Dal Vangelo di Matteo (Mt 14,13-21)
XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno- A

 

La parola a…
Don Paolo Curtaz

Animo, discepoli, coraggio fratelli e sorelle!
Ci siamo saziati del cibo della Parola, del vino e del latte gratuito del Padre, come profetizzato da Isaia, e sappiamo che nessuna difficoltà ci può separare dall’amore di Cristo, come sperimenta san Paolo, consumato dalle difficoltà dell’annuncio.
Siamo chiamati a donare quel poco che abbiamo, a condividere con inattesa incoscienza tutto ciò che siamo, per somigliare almeno un poco a questo Dio che riempie i cuori.
Un Dio adulto che ci crede e ci rende capaci di cambiare il volto della Storia.
Questa è la Chiesa, quella del cuore di Dio, non quella delle nostre elucubrazioni: l’insieme di coloro che hanno conosciuto l’immensa tenerezza di Dio e che mettono a disposizione ciò che sono, ciò che fanno, perché Dio sazi l’umanità stanca.

 

 …e per riflettere puoi scaricare: Non è ancora morto

 

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Sta per iniziare…

 

Sta per iniziare il campo biblico 
“SULLE VIE DEL VANGELO”
per giovani dai 18 ai 30 anni
dal 12 al 18 agosto a Marina di Camerota – Sa  

La proposta è ancora aperta
e rivolta a giovani che con coraggio
vogliono condividere la propria fede…
crescere e confrontarsi con Dio, con la sua Parola,
con altri compagni di cammino.  

Chi lo desidera venga e viva!!!

Per ulteriori informazioni consultate INIZIATIVE
o contattateci preferibilmente via cellulare 3408404419

 

 

Buona domenica!

Fratelli,
noi sappiamo che tutto concorre al bene,
per quelli che amano Dio,
per coloro che sono stati chiamati,
secondo il suo disegno.

Dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Romani (Rm 8,28-30)

 

Il regno dei cieli è simile
a un tesoro nascosto nel campo
.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,44-52)
XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno- A

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Trovare il senso, trovare Cristo, trovare Dio, avviene sostanzialmente in due modi. O ti capita, come per il contadino che sta arando e inciampa nel tesoro fortuitamente. O perché lo cerchi con ostinazione, come il mercante di perle che passa la vita a cercare la perla più bella. Ma, nell’un caso come nell’altro, la parabola dice che per possedere il tesoro, per non lasciarselo scappare, occorre pagare, anche a costo di vendere tutto.
Dio è gratis, ma è faticoso accoglierlo per le tante resistenze che incontriamo nel nostro cuore. Il Regno è presente, ma è faticoso riconoscerlo in mezzo al delirio in cui viviamo. La fede è dono, ma è faticoso impegnarsi per conservarla in mezzo alla dimenticanza. È una fatica onesta, bella, a tratti dolorosa, che va nella direzione del “lasciarsi fare” più che del “fare”, che ha a che fare con l’affidarsi.

Ne vale la pena, dice Matteo.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Liberate questi doni

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