Archivi categoria: Parola di Dio

Buona domenica!

Alleluia, alleluia.
Rimanete in me e io in voi, dice il Signore
chi rimane in me porta molto frutto.
Alleluia.

Canto al Vangelo (Gv 15,4-5)
V DOMENICA DI PASQUA -Anno B-

 

La parola a…
Paolo Curtaz

La linfa che alimenta la nostra vita è la presenza del Maestro Gesù che abbiamo scelto come pastore. Vite
Nient’altro ci può dare forza, serenità, luce, gioia e pace nel cuore.
Solo restando ancorati a lui possiamo portare frutti, crescere, fiorire.
Senza di lui, niente.
Orientiamo con gioia e forza, continuamente la nostra strada verso la pieniezza del Vangelo.
Gesù ci chiede di dimorare, di rimanere, di stare.
Non come frequentatori casuali, ma come assidui frequentatori della sua Parola.
Gesù ci chiede di dimorare in Lui.
Dimora, non andare ad abitare altrove, resta qui accanto al Maestro.
Dimora: nel più profondo del tuo cuore lascia che il Signore ti faccia raggiungere dall’immensa tenerezza di Dio.
Senza di me non potete far nulla, dice Gesù.
Cerchi la gioia? Cercala in Dio, vivila in lui, stagli unito, incollato, come il tralcio alla vite.
La linfa vitale proviene da lui e da lui solo e da questa unione scaturisce l’amore.
I cercatori di Dio che si sono fatti discepoli del Nazareno non hanno il futuro assicurato, nè la loro vita è essente da fragilità e peccato, nè vengono risparmiati dalle prove che la vita (NON DIO!) ci presenta. I discepoli del Signore hanno capito che la vita è fatta per imparare ad amare e prendono lui, il Nazareno, come modello e fonte dell’amore.
E dimorano.

 

…e per riflettere puoi scaricare: La forza di Dio

 

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Buona domenica!

Pastore Gesù

“Io sono il BUON pastore”

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,11-18)
IV DOMENICA DI PASQUA -Anno B-

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

A chi sto a cuore?
Chi mi sta a cuore?
Per chi sono prezioso, importante, essenziale?
Nel corso della vita questa domanda, presto o tardi, diventa l’unica domanda essenziale.
Quando sperimentiamo la fragilità dell’essere e i nostri limiti, quando vediamo che i successi tanto agognati non colmano il nostro cuore ma lo spalancano a desideri nuovi e insaziabili, quando la vita si scontra contro un muro, ci poniamo questa domanda semplice e terribile:
a chi sto a cuore?
Gesù, oggi, dice di essere l’unio pastore che mi ama, che mi conosce e mi valorizza, senza pensare di averne un vantaggio.

Gli altri padroni sono mercenerai, mi amano per avere un tornaconto.
E’ vero: al mio datore di lavoro sto simpatico se produco, a volte anche i miei amici e i miei parenti mi amano a patto di comportarmi secondo ciò che essi si aspettano.
Invece Dio ci ama gratis, quando lo capiremo?
Non ci ama perchè siamo buoni ma, amandoci, ci rende buoni.
Non ci ama neppure per essere adorato, è libero Dio, anche dal protagonismo divino.
Dio non può che amare, scrivevano i Padri della Chiesa, perchè p amore puro, donato senza condizioni, gratutitamente, graziosamente, si diceva una volta.
Il suo amore senza condizioni è vero e serio: Gesù sceglie di donare la sua vita, non vi è costretto, lo desidera e lo fa, perchè davvero ci ama.
Anche noi possiamo convertire il nostro cuore e imparare ad amare gratuitamente.
E’ un lavoro di purificazione lento e doloroso, ma possibile.
Vivere da percore (non da pecoroni!) significa prendere sul serio le parole di Gesù, riferirsi a lui nelle scelte quotidiane, amare e amarci come lui ci ha chiesto, vivere da risorti, da salvati.
Non si tratta di salvare il mondo, il mondo è già salvo, si tratta di creare delle zone franche, degli spazi di verità nelle città isteriche in cui ognuno sia sè e faccia essere.
Nel realizzare questo grande sogno, aspettando che il Regno contagi ogni uomo e lo renda felice, aspettando il ritorno glorioso del Maestro, ognuno scopre di essere amato e di avere un progetto (grande) da realizzare.
Che sia un premio Nobel o una colf poco importa, ognuno ha un destino da realizzare, una vocazione da vivere.
Imparare ad amare gratuitamente perchè siamo amati gratuitamente e siamo amati bene.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Infinita fiducia

 

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Buona domenica!

Occhio azzurro

Questa è la vittoria che ha vinto il mondo:
la nostra fede.

1Gv 5,1-6
II DOMENICA DI PASQUA -Anno B-
 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Tommaso è deluso, amareggiato, sconfitto.
Il suo terremoto ha un nome: crocifissione.
Lì, sul Golgota, ha perso tutto: la fede, la speranza, il futuro, Dio.
Ha vagato per giorni, come gli altri, fuggendo per la paura di essere trovato e ucciso.
Umiliato e sconvolto, si è trovato al Cenacolo con gli apostoliche gli hanno raccontato di aver visto Gesù.
E, lì, Tommaso si è indurito.
Giovanni non ne parla, tutela della privacy, ma so bene cosa ha detto agli altri.

Tu Pietro? Tu Andrea?…e tu Giacomo? Voi mi dite che lui è vivo? Siamo scappati tutti come conigli, siamo stati deboli, non gli abbiamo creduto! Eppure, lui ce l’aveva detto, ci aveva avvisati. Lo sapevamo che poteva finire così e non gli siamo stati vicino, non ne siamo stati capaci. Ora, proprio voi, venite a dirmi di averlo visto, vivo? No, non è possibile come faccio io a credervi?
Tommaso è uno dei tanti scandalizzati dall’incoerenza di noi discepoli.
Eppure resta, non se ne va, stizzito. E fa bene. Perchè torna proprio per lui, il Signore.
E l’incontro è un fiume di emozioni. Gesù lo guarda, gli mostra le mani, ora parla.
Tommaso, so che hai molto sofferto. Anch’io, guarda!
E Tommaso crolla. Anche Dio ha sofferto, come lui.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Cuore e ragione

 

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Buona domenica!

ulivo

Molti stendevano i loro mantelli sulla strada,
altri invece delle fronde, tagliate nei campi.
Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano:
“Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!
Osanna nel più alto dei cieli!”

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 11,1-10)
DOMENICA DELLE PALME -Anno B-

 

La parola a…
don Primo Mazzolari

La settimana santa comincia con l’ulivo e finisce col legno.
Le mani dei fanciulli, sventolando rami di ulivo al passaggio del Signore, non provocavano nè minacciavano.
E’ un gioco innocente delle mani innocenti, ed egli guarda compiacentemente l’insegna di pace che essi inalberano, preludio del suo saluto pasquale: “Sia pace a voi!”.
Per le stesse strade, cinque giorni più tardi, passa Gesù con il legno della croce: in silenzio.
Un legno secco che germinerà nei secoli “fronde, fiori e frutti” senza fine.
Qualche ramo della “giornata degli ulivi” è ancora lì, abbandonata sulla strada del Calvario e Gesù, fra i due legni e i loro portatori stabilisce un confronto: “Figlie di Gerusalemme, non piangete per me, ma piangete piuttosto per i vostri figli. Perchè se così è trattato il legno verde, che ne sarà del secco?”.
La croce e l’ulivo sono le uniche insegne che non fanno paura: come non fanno paura le mani innocenti dei fanciulli e del Signore.
Sulle prime non c’è sangue nè segni di chiodi: ma l’impronta spietata della nostra giustizia su quelle di Cristo ne garantisce l’innocenza.
Due innocenze consolano il mondo, gli danno “speranza” e lo portano: l’innocenza dei fanciulli e l’innocenza del Crocifisso.
Solo delle mani pure e forate possono innalzare tra i popoli e le nazioni l’insegna divina della pace: solo i fanciulli che non hanno ancora visto il soffrire, e colui che lo porta e lo espia in pace, per far cadere le barriere e gli odi che ci dividono e mettono i figlioli del Padre gli uni contro gli altri.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Non potrete non parlare di lui

 

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Buona domenica!

“Cristo… pur essendo Figlio,
imparò l’obbedienza da ciò che patì
e, reso perfetto,
divenne causa di salvezza eterna
per tutti coloro che gli obbediscono”.

Dalla lettera agli Ebrei (Eb 5,7-9)
V DOMENICA DI QUARESIMA -Anno B-

 

La parola a…
don Paolo Curtazcroix

Il Padre aveva talmente amato il mondo da mandare il proprio figlio a dire agli uomini che Dio vuole la salvezza e quella soltanto!
Che fare, ora? Arrendersi? Lasciar perdere, sparire? Abbandonare l’uomo al suo destino?
Una scelta, l’ultima, assurda, paradossale, esiste: la sconfitta.
Lasciarsi andare, consegnarsi, sparire, forse servirà a far capire che parlava sul serio.
Forse.
Come esserne certi? E’ in gioco la libertà degli uomini, non quella di Dio.
Bisogna morire, come il chicco di frumento.
Scommessa ardita, rischio inaudito, follia.
Davanti alla morte donata, davanti ad un Dio morto e nudo, mostrato, osteso, l’uomo davvero capirà?
Uscirà dalle tenebre finalmente?

Si, Signore, ora possiamo dirtelo, rassicurarti.
Si, Signore, davanti a quel gesto il nostro cuore si ferma, ha un sussulto.
Questa è la misura del tuo amore?
Questo è il tuo volto, Dio sconfitto?
Tu mi ami fino a questo punto.

PER AMORE SOLO PER AMORE!!!

 

…e per riflettere puoi scaricare: Competività

 

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Buona domenica!

primavera1

Creati in Cristo Gesù per le opere buone,
che Dio ha preparato
perchè in esse camminassimo.

Dalla lettera di San Paolo Apostolo agli Efesini (Ef 2,4-10)
IV DOMENICA DI QUARESIMA -Anno B-

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Il male si presenta sempre come bene, nessuno berebbe ad una bottiglia etichettata come veleno!
Il male è suadente, convincente, minimizza. E il male, oggi, ha assunto forme nuove che i credenti faticano a considerare peccato: l’arroganza in ufficio, la presunzione, l’ambizione sfrenata, l’esteriorità eccessiva, un egoismo puerile coltivato e mostrato con ingenuità, un imperante pornocrazia che usa le persone, una dottrina di mercato cinica e spregiudicata, la mancanza di rispetto delle diversità e della natura… altro che scordarsi le preghiere del mattino e della sera!
Abbiamo urgentemente bisogno di ridire cosa è luce e cosa è tenebra, in un mondo in cui si preferisce il neon… E il vuoto ridondante del nostro tempo e dei suoi modelli contagia tutti: dalla classe politica a quella intellettuale, dalla massaia al supermercato al ragazzino a scuola…
Come sarebbe bello avere una scatto di (sano) orgoglio per tornare a ricercare i valori da sempre condivisi dalle culture e a cui il cristianesimo ha saputo dare così tanto!
Gesù, però, è ottimista: il problema non è cedere alle tenebre, cosa che succede a tutti, ma amare le tenebre, per evitare di mettersi in discussione.
E aggiunge: abbracciare la luce significa fare la verità, iniziare riconoscendo che siamo bisognosi di salvezza.
E’ una rinascita dall’alto quella che Gesù chiede di compiere a Nicodemo, a noi.
Ma non abbiamo da temere: colui che ci propone questo percorso di conversione desidera la nostra pienezza, la nostra gioia, il nostro bene.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Sarai crocifisso

 

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Buona domenica!

Croce nell'occhio

“Noi annunciamo Cristo crocifisso:
scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani”

Dalla prima lettera di San Paolo Apostolo ai Corinti (1Cor 1,22-25)
III DOMENICA DI QUARESIMA -Anno B-

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Libera, purifica il tuo modo di rivolgerti a Dio.
Per Giovanni la purificazione del Tempio è prima di ogni altro gesto, di ogni conversione: si tratta di cacciare i venditori di fumo dal mondo della fede, per svelare le intenzioni profonde che spingono un uomo a cercare Dio; Gesù, annota Giovanni, conosce ogni uomo dentro, non ha bisogno di mediazioni o consigli, sa cosa alberga in ogni cuore.
La prima purificazione da fare, è quella di convertire il cuore al Dio di Gesù.
Può accadere nella vita, di aver costruito un Tempio pieno di fede, di bellezza, di certezza, di discepolato. E di vederlo crollare in pochi istanti.
E’ la notte della fede, è la prova che purifica la nostra fede, prova che anche Gesù subirà per poi risorgere trionfante e glorioso. Come diceva il Salmo domenica scorsa: “Ho creduto anche quando dicevo: sono troppo infelice”; la fede si purifica e si prova proprio nei momenti di fatica e di scoraggiamento, restando fedeli alla promessa.
Ai fratelli e alle sorelle che attraversano la notte della fede, oggi il Signore dona un segno: se stesso e la propria tenacia.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Il mercato e il Tempio

 

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Buona domenica!

Piccoli soli

Improvvisamente, guardandosi attorno,
non videro più nessuno,
se non Gesù solo, con loro.

Dal Vangelo di Marco (Mc 9,2-10)
II DOMENICA DI QUARESIMA -Anno B-

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Iniziamo la quaresima guardando al Tabor.
Iniziamo la purificazione dei nostri cuori guardando a questa piccola collina poco distante da Nazareth.
Gesù porta con sè, per una bella passeggiata, i suoi amici più stretti. Elì, sul monte battuto dal vento, accade.
Per la prima volta gli apostoli vedeno Gesù nella sua bellezza, vanno oltre, scoprono, affascinati, lo splendore di Dio.
Qualche padre della Chiesa ci suggerisce che volle portarli con sè per dar loro la capacità di affrontare un altro monte, il Golgota.
Una cosa è certa: se non incontriamo la bellezza di Dio, non riusciremo mai a consegnarci a Lui, definitivamente.
Ad alcuni accede come ad Abramo e come agli aspostoli: prima vivono la gloria e la bellezza, poi affrontano la croce.
Altri, come Simeone, vivono tutta la vita sulla croce per poi incrociare lo sguardo della bellezza di Dio.
La nostra quaresima è anche questo: ATTESA. E scoperta delle tracce di Dio attorno a noi. Labili, sporadiche, eppure così incredibili.
La bellezza convertità il mondo.
E noi, suoi fragili discepoli, siamo spinti a vivere nella bellezza della relazione e della verità, della compagnia agli uomini e della Parola, per dire e dare ai nostri fratelli uomini la speranza di una Presenza che ancora si deve svelare nella sua totalità. Noi, fragili discepoli, siamo chiamati a testimoniare con semplicità e verità che solo Gesù colma il nostro cuore, riempie la nostra anima.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Vivere in questo mondo

 

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Deserto

“Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto
e nel deserto rimase quaranta giorni”.

Dal Vangelo di Marco (Mc 1,12-15)
I DOMENICA DI QUARESIMA -Anno B-

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

L’ha detto Papa Benedetto: basta con l’idea della Quaresima come di un tempo penitenziale doloroso ma inevitabile, come il tempo in cui imporci delle rinuncie (non sempre utili), come il tempo in cui metterci in volto la maschera del penitente.
La Quaresima è, al contrario, il tempo della verità, della verifica della propria vita, della preparazione al grande evento.
Un tempo di ascesi appunto, parola che, in greco, significa semplicemente “allenamento“.
A morte la mortificazione, allora, e viva la vivificazione.
Non rendiamo più triste il nostro già triste cristianesimo, rendiamolo più agile, più vero, più temparto, più cattolico. Questo, certo, vorrà dire abbandonare l’uomo vecchio, ma per qualcosa di bene più prezioso di una medaglia d’oro.

Tre i suggerimenti dal passato per vivere con pienezza la nostra ascesi, il nostro allenamento.
Il primo è percepire la fame: fame di Parola, di senso, di autenticità. Un cuore sazio non si percepisce con autenticità, ecco allora la proposta del digiuno. Digiuno simbolico, dalla Tv, dalla fretta, ma anche digiuno autentico dall’eccesso di cibo che, ricordiamocelo, appesantisce il nostro ciclo energetico. Un digiuno per qualcosa, però. Spegnere il televisore per giocare con mio figlio, rinunciare al filetto per aiutare un povero, digiunare dal pettegolezzo per guardare agli altri con lo sguardo di Dio.
La seconda strada proposta è quella della preghiera. Una preghiera fatta soprattutto di ascolto, più che di richiesta. E’ questo il tempo di leggere la Parola, tutti i giorni, dieci minuti, con calma. Invocare lo Spirito prima, mettersi in una posizione che aiuti la concentrazione, staccare il telefono e leggere la Parola, magari quella della Domenica. Leggerla con calma, assaporandola, lasciandola scendere nel cuore, senza fretta. Riscoprire, magari, se la famiglia è cristiana, la benedizione del cibo tutti insieme, prima di mettersi a tavola. Un gesto semplice che richiama alla dimensione della gratuità e della bontà di Dio e di ciò che riceviamo da lui.
Infine la terza dimensione, quella dell’elemosina. Elemosina che non significa dare del superfluo, ma spalancare il cuore ai bisogni degli altri, una fede che diventa concretezza. Allargare il proprio cuore agli altri diventa un gesto che dentro di noi produce un cambiamento, diventando davvero figli della pace.

Buona Quaresima, cercatori di Dio, lasciamo che lo Spirito ci spinga nel deserto.

 

…e per riflettere puoi scaricare: I veri servi di Dio

 

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Buona domenica!

“Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato”.

Salmo 50
MERCOLEDI DELLE CENERI

 

La parola a…
Padri Sacramentini (Bergamo)

Un nuovo inizio: tempo di Quaresima.Preghiera accorata
Un dono di quaranta giorni per prepararci alla Pasqua del Signore, cuore della fede cristiana.
Un inizio accompagnato da un invito: “Chiudi la porta” e “Prega il Padre tuo nel segreto“.
“Chiudere la porta”: è il coraggio umile e sincero di iniziare un percorso impegnativo ma anche gioioso, perchè è nel segreto, cioè nella parte più sacra di noi stessi, che Dio si fa trovare e incontrare.
“Prega il Padre tuo nel segreto”: è la preghiera nascosta per non sfuggire a noi stessi e per non scappare dall’invito alla conversione che il Vangelo ci rivolge.
Preghiera, elemosina e digiuno: un aiuto e un invito!
Per entrare nel segreto di noi stessi e trovare la cosa più bella per noi e per la nostra vita: Dio che ci benedice.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Segnati dalle ceneri

 

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