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“Amatevi” – BUONA DOMENICA! VI Domenica di Pasqua – Anno B

Non più servi, non più prostrati davanti a te,
non più piegati dal peccato…
Noi siamo davanti a te, Signore,
come creature nuove: donne e uomini
in piedi, risorti, riconsegnati alla vita.

Ci hai scelto, Signore Gesù,
e noi vogliamo credere nella forza interiore
che questo dono ci ottiene, vogliamo credere che in te
possiamo diventare capaci di una vita nuova,
possiamo contenere e custodire la vita.
Rendici amore, Signore.
Rendici capaci di amore.
Rendici capaci di far vedere il tuo amore.
Insegnaci ad arrenderci all’amore.
Amen, alleluia!

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Gv 15,9-17)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

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Una splendida e rigogliosa vite – BUONA DOMENICA! V Domenica di Pasqua – Anno B

Rimanere in te, Signore Gesù,
legati alla tua vita come un tralcio alla vite.
Rimanere in te per vivere,
rimanere in te per non morire.
Rimanere in te per portare vita,
rimanere in te per imparare ad amare.

Siamo tralci, Signore, fragili e delicati,
a volte spezzati, spesso carichi,
o forse più volte svuotati.
Ma sappiamo di non essere soli.
Sappiamo che la tua vita ci scorre dentro.
Sappiamo di poter fare la differenza perché amati.

Signore, insegnaci ad amare, non a parole,
ma con i fatti e nella verità.
Amen, Alleluia!

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Gv 15,1-8)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

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