Di fronte a noi continua a esserci il seminatore che sparge seme buono ovunque e non perde tempo, lo sparge in noi, lo sparge nel mondo attorno a noi. Seminatore che sparge e non abbandona, sparge e si prende cura, sparge e ha a cuore la buona riuscita del raccolto, sparge e vigila perché nulla possa impedire al seme buono di arrivare a giusta maturazione. In fondo la pazienza del seminatore ha nella vita del suo seme l’unica vera motivazione. C’è una convinzione che muove la sua scelta: il seme buono ha tutte le possibilità per sopravvivere alla zizzania, per crescere nonostante la zizzania, per essere raccolto e dare vita, anche se invischiato con la zizzania. Seme buono e zizzania non sono due facce del nostro mondo, due possibilità in cui ognuno di noi può ritrovarsi. Seme buono e zizzania vivono in noi, si alternano in noi e sono noi; e alimentiamo l’uno o l’altra con le scelte che compiamo, con la posizione che nel mondo decidiamo di occupare. Ma una cosa è certa: in tutto questo crescere, colui che ha seminato non smette di occuparsi e preoccuparsi per il suo seme buono. Avanti allora, perché nel regno dei cieli, di cui siamo parte, anche se bene e male convivono, il bene ha una marcia in più. Perché? Perché il bene ha prospettive, il bene è paziente, il bene semina l’invisibile per vedere l’incredibile: il granello di senape diventa un albero rigoglioso e sicuro, il lievito fa fermentare una massa. Tutto, nel regno dei cieli, accade oltre ogni attesa. Il male vuole raccogliere subito, strappare; il bene sa attendere, curare, pazientare, raccogliere. Usciamo dal cuore di Dio come seme buono, ma è nella libertà della coscienza che decidiamo se restare, se ritornare, se ricominciare a essere frutto buono, riparo sicuro, cibo che nutre. È questo il Regno: una casa di libertà, di scelte consapevoli, di vite amate e per questo amanti.
UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO
Oltre la zizzania, il bene
Seme buono e zizzania:
non è forse così la nostra vita,
Signore?
Un continuo alternarsi
di bene e male,
un costante sentirsi
carichi di bene
e sperimentare l’insinuante
forza del male.
Insegnaci, Signore, la logica
del seminatore che sa attendere
e dare fiducia a quel seme che
può diventare molto più
di ciò che sembra,
del lievito che sa far fermentare
e unire ciò che è disgregato.
Aiutaci a comprendere
le logiche di Dio,
seminatore instancabile
che anche ora sta coltivando
il bene nella storia del mondo.
Amen.
DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mt 13,24-43)
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No”, rispose, “perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
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