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Sulle orme di Paolo!

Sulle orme di Paolo!

Incontri di formazione e spiritualità

per GIOVANI/ADULTI

dai 30 ai 40 anni.


Gli incontri di formazione e spiritualità si svolgeranno dalle 19.00 alle 21.00 presso la comunità delle suore Paoline di SALERNO,  Corso Vittorio Emanuele 111.


Quando:

  1. 16 ottobre
  2. 27 novembre
  3. 22 gennaio
  4. 26  febbraio
  5. 19 marzo
  6. 28 – 29 maggio speciale weekend: evangelizzazione di strada a Salerno
  7. 25 giugno

Porta con te:

  • Bibbia e quaderno personale
  • Desiderio di incontrare Dio e tanta curiosità

Per info contatta:

sr. Mariangela Tassielli – 3408404419 m.tassielli@paoline.it
sr. Silvia Mattolini – 3293395223 suorsilvia@ymail.com

 

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Parabolando – Per una fede che diventa vita – Zaccheo /1

Napoli: Parabolando… 1° incontro di formazione e spiritualità per giovani

Domenica 17 ottobre è iniziato il cammino annuale di spiritualità e formazione organizzato e animato dalle Figlie di San Paolo per tutti i giovani dai 17 ai 30 anni del centro-sud Italia (vedi nella pagina delle iniziative).
Gli anni passano e i giovani crescono e fanno le loro scelte di vita… sembra una frase banale, e invece, è un’importante e vitale verità che quest’anno abbiamo potuto toccare proprio con mano. Molti dei giovani che in questi anni hanno frequentato i nostri incontri, infatti, superata più o meno la soglia dei 30 anni (e diciamo più o meno perché i cammini di vita e le scelte importanti non arrivano in automatico alla soglia dei 30 anni) hanno iniziato collaborazioni e cammini “paolini” più appropriati alle loro scelte di vita e alla loro età. Tra questi, due dei GEP (Giovani Evangelizzatori Paolini) “storici” , Dalia Mariniello e Claudia Frittelloni, hanno accettato per quest’anno di collaborare, assieme a sr Mariangela Tassielli e a sr Silvia Mattolini, all’animazione degli incontri mensili per i più giovani. Domenica scorsa la nuova equipe è entrata in funzione a pieno ritmo. Come sono andate le cose?

Lasciamo la parola a due giovani partecipanti:

 

C’era una certa eccitazione domenica mattina, quando mi sono svegliata presto, ancora buio, mentre andavo alla stazione, nel viaggio in treno e scendendo le scale della stazione di Salerno per aspettare gli altri… Forse perché non vedevo il gruppo da Maggio, forse perché era il primo incontro di un nuovo anno, o perché sentivo che ci sarebbero state tante tante novità! Fatto sta che scoppiavo di gioia nel rivedere i loro volti con qualche nuova sfumatura e i capelli di qualcuno più lunghi! Nonostante l’incontro sia stato ridimensionato ad un solo giorno invece del consueto weekend (che peccato!), la giornata è stata davvero ricca e intensa! A fine giornata non mi sembrava vero aver vissuto tutte quelle cose.
Abbiamo trattato il brano evangelico dell’incontro tra Gesù e Zaccheo. I canti hanno accompagnato alcuni momenti dell’incontro e si sono trasformati davvero in preghiera, spesso riuscendo ad esprimere pienamente cosa il nostro cuore voleva dire. In più, i momenti di risate e divertimento non sono mancati… dai palloncini ai giochi, al sicomoro che voleva diventare grande “personaggio protagonista”! Leggendo il brano del Vangelo, ho pensato alla meraviglia di Zaccheo nel ricevere Gesù ospite a casa sua! Gesù chiama…  Zaccheo risponde e accoglie! Ognuno mette del suo. Solo così la salvezza può entrare, anzi, “accadere” in casa sua per rimanerci e lui, dapprima peccatore, è subito pronto a pentirsi. Ha sentito su di sé lo sguardo amorevole e la sicurezza, nostra e sua, di essere figli amati da un Padre attento e misericordioso. Una sicurezza calda e “morbida” che ci avvolge come un batuffolo! E mi è venuta in mente una frase che mi piace molto e da tempo non riesco a togliermela dalla testa: “Questa è la vera felicità: amare ed essere amati”. Gli orizzonti di Dio, però, non sono mai limitati; dopo il “sì” che lo accoglie in casa nostra, ci invita a metterci in gioco, a seguire il suo cammino… E così spero di camminare, da GEP 🙂 , lungo “Parabolando – Per una fede che diventa vita”, il viaggio nuovo e sicuramente sorprendente di quest’anno!

Maria Chiara – Campagna (SA)

Il 17 ottobre si è aperto il nuovo percorso annuale di formazione e spiritualità per giovani organizzato dalle Figlie di San Paolo. Il nome? Parabolando.
Il primo incontro tuttavia non si è basato su una parabola, come potrebbe lasciar intendere il ‘titolo’ del percorso, bensì su un altro brano del Vangelo, che però ha molto di simbolico in esso. Si è trattato difatti del diciannovesimo capitolo del Vangelo di Luca, l’incontro tra Gesù e Zaccheo, spunto da cui è partita la nostra riflessione.
Ci siamo subito incentrati su delle domande, che tutti noi ci poniamo, dove mi porta la mia vita?, “Che cosa cerco?”, in breve “Ho uno scopo nella vita?”. A questo quesito abbiamo cercato di dare una risposta: il nostro obiettivo deve essere l’incontro con Gesù. Ed eccoci immedesimati in Zaccheo! Ma non dobbiamo dimenticare che Zaccheo aveva un problema: la statura, che diventava un ostacolo sul suo cammino impedendogli di vedere Gesù tra la folla. Da qui la domanda “abbiamo anche noi degli ostacoli, che non ci permettono di andare avanti?”. Zaccheo per superare il suo limite si è arrampicato su un sicomoro; sicomoro che è diventato così mezzo per superare il suo muro; il quesito che, dunque, ci siamo posti è “Siamo capaci di trovare uno strumento per superare ciò che ci ostacola? Ma, soprattutto, ne abbiamo il coraggio?”.
Tante domande che ci hanno fatto riflettere tanto per il resto del nostro incontro, che come sempre è riuscito a conciliare lo stare insieme e lo stare con il Signore in perfetta armonia! Non potrei dirmi più contenta di come abbiamo trascorso la giornata domenica, in allegria, nella gioia e insieme a Gesù! Questi incontri sono un prezioso dono che è stato condiviso anche con me, perché permettono a me, come a tutti i giovani interessati, di trascorrere del tempo condividendo il proprio universo di fede, ampliandolo e facendo in modo che, oltre ad un rapporto a tu per tu con Dio, la nostra fede sia anche un mezzo di coesione tra di noi!

Chiara – Napoli

 

 

Speciale campi estivi (2a parte)

Acerno (SA): “Sulle vie del Vangelo!” – Missione biblica paolina 2010

 

Domenica 1 agosto è cominciata l’avventura dei GEP (Giovani Evangelizzatori Paolini) ad Acerno (SA) e il paese per una settimana si è colorato di giallo per via delle nostre maglie…. per le sue strade, infatti, vagavano lasciando una scia gialla 12 ragazze, guidate da quattro suore Figlie di San Paolo (sr Mariangela Tassielli, sr Silvia Mattolini, sr Cettina Talarico e sr Teresa Beltrano), tutte, giovani e suore, originarie di varie parti d’Italia e non (Filippine, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia) con caratteri diversi, esperienze diverse, vite diverse ma mosse dallo stesso Spirito verso un unico fine: far nostre nonostante i limiti e le fragilità umane le parole che Gesù, dopo la risurrezione, ha detto ai suoi discepoli: “Andate e annunciate il Vangelo a ogni creatura. Ovunque entrate portate la pace!”. Così nella Celebrazione Eucaristica di domenica 1 agosto noi giovani evangelizzatori abbiamo ricevuto il mandato missionario rappresentato simbolicamente dal Vangelo e dalla Croce, segno della Carità di Cristo e della fede in Lui, che ci sono stati consegnati da don Marco De Simone, il parroco della parrocchia di S. Maria degli Angeli dove la missione biblica paolina ha avuto luogo. Poco dopo il mandato, si è svolto un incontro con catechisti, animatori e operatori pastorali nel salone parrocchiale sul tema: La parola cerca casa. È stato a partire da questo momento che abbiamo cominciato a familiarizzare con alcune persone che nei giorni successivi ci hanno ospitato a pranzo dimostrandoci una grandissima disponibilità e cordialità.
Da lunedì 2 agosto fino all’8, l’ultimo giorno, le nostre giornate sono state scandite da ritmi precisi con appuntamenti fissi ma anche con tanti inevitabili “colpi di scena”.
La mattina sveglia alle 7.00 (salvo rare eccezioni… che fatica!), colazione e alle 8.30 celebrazione delle Lodi in parrocchia. C’era poi un’ora abbondante dedicata solo a noi. Suor Mariangela con le sue catechesi ci ha aiutato a capire che direzione dovesse seguire la nostra vita per essere evangelizzatori. Molti spunti di riflessione dopo la lettura di brani del Vangelo hanno accompagnato questi momenti. Ci siamo soffermati anche su alcuni pensieri del Beato Alberione, fondatore delle Figlie di San Paolo e della Famiglia Paolina. È bella l’immagine che dà degli evangelizzatori, dice: “Diffondere la Sacra Scrittura. È la lettera scritta da Dio agli uomini, ma mancano i postini che la portino: voi farete i postini”. Don Giacomo poi incita ad andare avanti anche quando sembra di avere il mondo contro perché, e cito, “anche se si dovesse salvare un’anima sola, vale bene la pena di lavorare per tutta la vita, dopo che Gesù ha dato la sua per salvarla!”. Abbiamo anche riflettuto su un altro pensiero di don Alberione: “La mente sia disciplinata: pensi la verità; il cuore sia incitato ad amarla!”.
Bisogna poi cercare un “equilibrio cioè: occorre che mente e cuore si sviluppino in armonia per sostenere la volontà, come due gambe che devono portare il corpo”. Accompagnati da queste riflessioni/provocazioni noi missionari partivamo poi verso gli stand che erano stati adibiti in tre punti del paese per far vedere e toccare con mano la nostra presenza e poter diffondere, tra le altre cose, il programma con gli appuntamenti della settimana. Un angolo dello stand era riservato alla Parola. C’era una Bibbia aperta, una candela accesa e un cestino con tanti rotolini contenenti brani della Parola di Dio che ognuno poteva prendere e, ogni volta che accadeva, la Parola letta era immancabilmente adatta alla storia e alla vita della persona che aveva preso il piccolo rotolino. Sì, può sembrare incredibile, ma lo posso confermare sia perché l’ho sperimentato sulla mia pelle sia perché ho assistito alla reazione di tanti giovani e adulti che leggendo il rotolino rimanevano a bocca aperta. Sì, quel rotolino poteva rappresentare una soluzione a un dubbio che chi si avvicinava portava dentro da tanto, un incoraggiamento, una consolazione e tanto altro… Era la Parola di Dio di quel giorno per ognuno di loro. Alle persone che si avvicinavano allo stand proponevamo di prendere il rotolino e se giovani fino ai 30 anni parlavamo loro anche dell’ sms-Vangelo, un messaggio che si riceve sul cellulare e che contiene la parola di Dio scritta usando il linguaggio dei giovani e della nostra Buona domenica! Inoltre il nostro compito principale era quello di far prenotare ad ogni famiglia un Vangelo, che sarebbe stato consegnato domenica 8 agosto durante la Festa del Vangelo, culmine della missione, durante la celebrazione Eucaristica conclusiva delle 11.30.
Dopo aver smontato lo stand eravamo pronti per il pranzo nelle famiglie. Che bei momenti! All’inizio c’era un po’ di imbarazzo da parte nostra perché si doveva andare a pranzo da persone che non conoscevamo, ma questo durava appena un attimo. Il sorriso dei nostri ospiti, la premura dimostrata nel preparare tutto meticolosamente, i loro discorsi, hanno stemperato subito quel disagio che di solito c’è tra persone che non si conoscono. Quanto è stato bello il momento del pranzo! Quante amicizie sono nate, quante storie condivise, quanta accoglienza dimostrata!
Nel pomeriggio noi GEP sostavamo per un’ora e mezzo circa davanti a Gesù Eucaristia. L’Adorazione insieme alla catechesi del mattino sono state per noi il “carburante” di quei giorni. Pregare insieme e poi in silenzio davanti a Gesù vivo e vero significava per noi ripercorrere con la mente tutti i momenti vissuti nella mattinata, ricordare tutti i volti incontrati, tutti i sorrisi ricevuti, pregare per le persone che ci erano passate davanti indifferenti. Stare davanti a Gesù significava presentare a lui tutti gli occhi che colpivano i nostri: occhi accesi e luminosi, occhi indifferenti, occhi spenti, delusi, incompresi… e affidarGli noi stessi perché “potesse allontanare da noi la tentazione dello scoraggiamento, della paura, della delusione, del protagonismo, del sentici troppo fragili, incapaci, impreparati”, invocarLo perché abitasse in noi, perché fosse Lui a parlare tramite noi, suoi strumenti, con la consapevolezza che “da noi nulla possiamo, solo con Lui possiamo tutto”.
Dopo la carica dell’Adorazione la nostra giornata continuava con il Santo Rosario e la celebrazione Eucaristica. La sera uscivamo per le strade di Acerno per coinvolgere la cittadinanza nelle nostre varie attività.
Lunedì 2 agosto sul sagrato della chiesa madre c’è stata una catechesi al popolo sul tema: La parola tra noi! Come prima o più di prima? con l’aggiunta di una personale testimonianza di vita di tre ragazze GEP.
Martedì 3, invece, è stata organizzata la serata Giovani in festa al Bar Piccadilly, un locale che ad acerno richiama molti giovani, con l’obiettivo di coinvolgere quelli che frequentano con meno assiduità la parrochia con giochi e musica. È stata una bella serata grazie all’attenta organizzazione e ad un’animatrice veramente in gamba: Claudia, una nostra GEP, che ha anche portato la sua esperienza di cantautrice a conclusione dell’incontro per giovani, Musica e Fede, svoltosi il giorno successivo allo stabile del Forum. L’incontro, guidato da suor Mariangela, si è aperto con l’ascolto di due canzoni: “Non siamo soli” di E. Ramazzotti e R. Martin e “Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è” di Raf; a queste è seguita la visualizzazione di un videoclip profondo giocato sulla Parola di Dio e sui testi delle canzoni più in voga dei nostri giorni e poi ancora tre canzoni che rappresentavano la realtà dell’esistenza secondo diverse sfumature: “Vivi per un miracolo”dei Gemelli Diversi che abbiamo collegato al grigio dell’esistenza (dubbio),”Perdonami” di Boccadoro che si collegava al nero (rabbia) e “Male che fa male” di Alex Baroni che invece si collegava al blu (certezza). Alla fine la testimonianza in musica di Claudia Frittelloni che con canzoni scritte da lei ci ha comunicato le emozioni, le ansie, le riflessioni di alcuni momenti della sua vita e poi l’incontro con Dio e la voglia di condividere questa gioia con gli altri.
Giovedì 5 agosto siamo andati nella casa di riposo Hotel Stella per allietare il pomeriggio degli anziani che erano lì. È stata una grande gioia per noi riuscire a far sorridere queste persone sofferenti con qualche canto, ballando, muovendo le mani a tempo e a far brillare i loro occhi. Dopo un po’ di animazione è stata celebrata la Santa Messa e poi nella serata abbiamo partecipato a una rappresentazione teatrale sul martirio di San Donato, il santo patrono di Acerno di cui ricorreva la festa il 7, proprio durante la missione biblica.
Venerdì 6, da mezzanotte in poi, c’è stata la notte bianca: una veglia Eucaristica itinerante per le vie della parrocchia. Per me è stata un’esperienza indimenticabile. Camminare in silenzio alla presenza dell’Eucaristia è stata una grandissima emozione. Pregando le “Notti di Paolo” abbiamo vissuto momenti forti di preghiera e di riflessione. Significative sono state le varie soste che hanno permesso un coinvolgimento costante di tutti i fedeli presenti. È stato toccante vedere nella cattedrale di san Donato, a conclusione della Notte Bianca, quanta gente avesse seguito il Santissimo sebbene fossero passate ormai da un pezzo le 3.00 della notte e si facessero sentire la fatica, il freddo (Acerno è a c.ca 700 m sul livello del mare) e la stanchezza.
In cattedrale siamo ritornati poi la sera del giorno dopo per partecipare alla solenne celebrazione in onore di San Donato nel giorno della sua festa. La mattina dello stesso giorno e della domenica si è tenuta anche la mostra del libro.
Siamo giunti, così, alla fine della nostra missione. La celebrazione Eucaristica conclusiva delle 11.30 dell’8 agosto è stato il cuore della nostra esperienza perché durante questa sono stati benedetti e distribuiti gli oltre 600 Vangeli prenotati. Abbiamo pregato perché questo non fosse un semplice gesto di rito ma uno stimolo affinché ogni persona ricevesse il Vangelo non come un semplice libro da accantonare nella libreria ma come vera Parola da accogliere, onorare e leggere nella propria famiglia. Al termine della Messa don Marco, che ci ha accolti con esemplare ospitalità, ha consegnato a ciascuna di noi e alla suore che con la loro preghiera, il loro lavoro e le loro premure ci hanno guidato e sostenuto in ogni istante una piantina di fiori come ricordo di questa intensa esperienza.
Per me è stata un’esperienza costruttiva che mi ha permesso di mettermi in gioco e di rompere la noia quotidiana della mediocrità. Sono poi molto contenta perché tutte le persone che ho incontrato mi hanno lasciato qualcosa di loro e tanti dialoghi e confronti mi hanno chiarito vari dubbi, mi hanno fatto capire qualcosa in più, hanno arricchito la mia esistenza. Questa missione mi ha lascito dentro tanto, mi sento molto carica. È per questo che non riesco a tenere per me questa grande Gioia… non lasciamoci sfuggire queste esperienze forti che ci scuotono dal torpore quotidiano e ci segnano positivamente. Ne vale la pena!

Maria Stella – Veglie (LE)

In breve:

“Questo è il momento! Ora vai e invita tutti quelli che incontri ad avvicinarsi alla Parola”. Con questa frase è iniziata la missione per me, postulante delle Figlie di San Paolo, parole che esprimono il mio desiderio di portare a tutti il Vangelo. Ma, quasi per assurdo, la prima sensazione è stata la paura… sì, puro timore unito a imbarazzo. Il panico di andare in mezzo alla gente si è impadronito per un attimo di me che sono una persona riservata. Come fare ad avvicinare le parsone? E se le disturbo? Se a loro non interessa quello che proponiamo? Cosa penseranno? Se mi rispondono male? Chi sono io per pretendere di avvicinarli a Dio?…
Poi la collaborazione dei miei compagni di viaggio, la faccia stupita e curiosa dei passanti, la sicurezza di essere guidata dall’alto e ho capito che a evangelizzare si impara evangelizzando.
Successivamente ho sentito una certa responsabilità. Il bene va fatto bene e noi stavamo portando niente meno che la Parola di Dio per cui ho avvertito la necessità di una preparazione, di una conoscenza ma soprattutto di un’intimità con questa. Mi hanno per questo molto colpito tre vocaboli che sono ritornati nei momenti pensati per la nostra formazione: mente, volontà e cuore; elementi essenziali e inseparabili per una vita vissuta pienamente e integralmente alla sequela di Cristo.
Sicuramente l’emozione più intensa l’ho sperimentata durante la Festa del Vangelo quando sono stati consegnati personalmente i Vangeli alle famiglie che li avevano prenotati. In quante case è entrata la Buona Notizia! Quante persone avranno ora la possibilità di averla sul comodino, tra le mani, magari nel cuore… qualcuno già aveva la Parola di Dio e la regalerà ad altri, per qualcuno è una novità. È stato toccante affidare questi piccoli Vangeli a ciascuno e accompagnarli con la preghiera.
Altrettanto impagabile è stato l’affetto che le persone ci hanno dimostrato. Qualcuno si è commosso nel vederci partire. La certezza è quella che abbiamo fatto una esperienza di comunione fraterna, la speranza è di essere riusciti a lasciare un piccolo pezzetto di Gesù…
Al ritorno si accavallano le domande: cosa possiamo fare di più? Come raggiungere tutti gli altri paesi? Come non far cadere l’esperienza nel vuoto? Come invitare altri giovani cristiani a fare lo stesso nelle proprie realtà?

Per ora, GRAZIE a Dio e a tutti!

Veronica – Comunità fsp di Bologna

 

“Tu sei creatura amata e preziosa. C’è chi su di te ha progetti di felicità”. Diciamo che questa mi sembrava l’introduzione migliore per descrivere le emozioni che hanno segnato la settimana di missione biblica trascorsa ad Acerno, una settimana oserei dire ‘notevolmente’ intensa. Per me questa è stata la prima, vera esperienza di evangelizzazione; e chi se lo sarebbe mai aspettato che avrebbe lasciato un segno così profondo nel mio cuore? La frasetta posta ad inizio pagina non è messa lì tanto per bellezza, anzi, ha il suo gran bel PERCHE’! In effetti la parola chiave di tutta la settimana per me è stata, oltre alla preghiera e al Vangelo, il mettersi in gioco in ogni istante, in ogni situazione, anche in quelle dove magari mi sentivo meno adeguata che, ovviamente avendo a che fare con un Dio che mette in continuazione alla prova (in senso buono), andavano per la maggiore! E l’idea di essere creatura amata e preziosa mi ha dato la sicurezza giusta per non lasciarmi spaventare da una così nuova esperienza. Molti sono stati i momenti in cui si affollavano nella mente dubbi su dubbi, in cui si alternavano confusione, incertezze, insicurezze su domande quali: come capire qual è la tua volontà? Come rispondere alle tue provocazioni? Come riconoscerle? Come capire qual è la cosa giusta da fare? E, certamente, la stanchezza non aiutava a sciogliere quest’enorme matassa di emozioni. Ma tutto diventava più chiaro e limpido guardando espressioni di visi che annuivano leggendo un biglietto della Parola, consapevoli del fatto che un messaggio concreto era stato scelto apposta per loro da Dio, guardando volti di persone che sorridendo richiedevano per la propria famiglia un Vangelo, vedendo giovani che si lasciavano coinvolgere e rispondevano positivamente all’ invito di Dio. Tanto è bastato per far sparire ogni dubbio, ogni domanda, ogni incertezza; tanto è bastato per capire che sono stata scelta, chiamata per nome e mandata, tanto è bastato per capire che sono preziosa agli occhi di Dio. Cosa mi porto via da questo campo? Tanti sogni, tante speranze, tanti progetti di vita; progetti che si fondano su di Lui e che non aspettano altro che essere realizzati! Vorrei concludere così: “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo”.(Gv 10,9) …Io sono entrata attraverso quella porta e voi cosa aspettate?

Irene – Pavona (RM)

Speciale campi estivi (1a parte)

Paestum – Capaccio (SA): “Felicità cercasi” – Campo scuola con i figli della Santa Famiglia

Dal 15 al 18 luglio 2010 si sono svolti, a Paestum (SA), gli Esercizi Spirituali annuali per le coppie dell’Istituto Santa Famiglia, uno dei dieci rami della Famiglia Paolina. Con loro erano presenti anche i figli e, per quelli dai 12 ai 18 anni, la proposta delle Figlie di San Paolo è stata quella di vivere, in parallelo, un campo scuola pensato e preparato appositamente per loro!!!
Animato da suor Mariangela Tassielli (fsp) e Dalia Mariniello (una dei GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini), il campo ha avuto come tema: Felicità cercasi! Un viaggio alla ricerca della felicità attraverso momenti di catechesi, riflessione, preghiera… il tutto organizzato come “un grande gioco” durato tre giorni; con squadre, punti da conquistare, sfide da vincere, prove da superare… mettendo in gioco se stessi, i propri talenti, le proprie capacità e collaborando con gli altri, appartenenti alla propria squadra e non!!! Sì perché una delle particolarità di questo grande gioco è stata che anche l’attenzione, la collaborazione, l’aiuto “offerte” ai propri “rivali”, permettevano di conquistare punti!!!
I giovani partecipanti hanno dimostrato subito la voglia di mettersi in gioco, di superare sé stessi, di collaborare, di aiutarsi, di restare aperti per apprendere da tutti, di ascoltare tutti, perché ognuno ha la sua ricchezza da poter donare agli altri… ma bisogna essere disposti ad accoglierla!!!
Dapprima le dinamiche/giochi di conoscenza hanno permesso ai ragazzi di conoscersi un pochino comunicandosi non solo i propri nomi e le provenienze ma anche i propri desideri, i propri sogni!!! La ricerca della felicità ha avuto inizio con un’asta, in cui, ad essere in vendita, erano dei valori/mattoni utili per costruire la propria casa della felicità!!! Mattoni più importanti da mettere come fondamenta e valori magari meno importanti ma comunque utili per costruire una casa. Ultimo mattone, conquistato superando delle prove, è stato quello del tetto con su scritto il valore dei valori: SE STESSI!!! Siamo noi il valore dei valori, noi con i nostri pregi e i nostri difetti, con la nostra unicità! Noi siamo l’ingrediente segreto di qualcosa di speciale che è la nostra vita… questa la conclusione a cui si è giunti anche attraverso la visione del film Kung Fu Panda.
La felicità, come tesoro da trovare, è stata simbolicamente cercata anche attraverso una divertente Caccia al tesoro che ha visto tutti i partecipanti seriamente impegnati e pronti a collaborare!!! L’ultima prova ha portato i ragazzi in una stanza con al centro uno scrigno, la Parola di Dio, una lampada, una veste bianca battesimale… attorno a cui è stato vissuto un importante momento durante il quale, i ragazzi chiamati per nome e segnati con la croce, sono stati simbolicamente “battezzati a nuova vita”, ricevendo per l’occasione anche un bracciale con un nome nuovo (FIDUCIA, BONTÀ, PERDONO…). Un “battesimo” particolare per impegnarsi nel rinascere valorizzandosi, apprezzandosi!!!
Alla felicità magari un po’ più “materiale” ma non certo superflua, hanno contribuito anche due escursioni: una ai templi di Paestum e l’altra alle grotte di Castelcivita in cui, oltre ad ammirare le bellezze naturali, si è potuto godere di un po’ di fresco!!!
Il campo si è concluso con Nutella party e cocomerata… e oltre a nuovi compagni, tante risate, giochi, incontri… ognuno ha portato a casa, oltre al premio vinto e una “lettera di Dio”, l’ingrediente segreto da inserire nella ricetta della propria felicità: essere sé stessi, credere in ciò che si è, valorizzarsi e fare dei propri limiti i propri punti di forza. Ognuno è unico e prezioso agli occhi di Dio, un Dio che è lì ad aspettare ognuno a braccia aperte!
(D.M.)

La testimonianza di una giovane partecipante:

«Mi chiamo Enrica e sono una ragazza di 16 anni. Vivo a Veglie (LE). I miei genitori sono una coppia appartenente all’Istituto Santa Famiglia e come ogni anno in estate vanno a trascorrere quattro giorni di Esercizi Spirituali all’insegna della preghiera, della riflessione e della condivisione. È proprio grazie alla mia famiglia che ho vissuto una delle esperienze più belle, costruttive e toccanti della mia vita. Sì perché anche quest’anno parallelamente al corso per le famiglie è stato organizzato anche un campo per i loro figli guidato da suor Mariangela e Dalia a Capaccio – Paestum dal 15 al 18 luglio. Appena arrivati nella struttura, dopo il nostro viaggio caratterizzato da un caldo cocente, siamo stati avvolti da un abbraccio accogliente e premuroso, che non potrò mai dimenticare, da parte delle nostre animatrici.
Il nostro primo appuntamento insieme era alle 17,00. Pian piano ho visto  arrivare i ragazzi con cui dovevo condividere il mio tempo, le mie capacità, le mie energie… alcuni li avevo già conosciuti l’anno scorso a Pacognano, altri invece li vedevo per la prima volta… così dentro di me cresceva la voglia di conoscere nuovi amici e stare bene con loro. Dalia e suor Mariangela ci hanno insegnato vari giochi perché conoscessimo bene tutti i nomi e perché no anche qualcosa di più.  Poi siamo stati divisi in due squadre di cui abbiamo scelto noi i nomi: la squadra delle Aquile, composta da Ermanno, Giacomo, Tecla, Stefano, Eva e me; e la squadra delle Tigri, composta da Silvia, Ferdinando, Mariapia, Gennaro,Laura e Francesco. E’ stata proprio questa divisione in squadre a sancire l’inizio di una gara un po’ particolare che è durata fino a domenica mattina e in cui aveva la meglio non chi imbrogliava o chi pensava solo alla propria squadra ma chi piuttosto cercava di collaborare insieme con l’altra parte e di volerle ancora più bene. Così tra giochi, divertimento, attività ed uscite è nata tra di noi una grande complicità e lentamente prendeva forza un’amicizia vera fatta di piccoli gesti molto significativi.
Ci sono state anche due escursioni. La prima a Paestum e la seconda alle grotte di Castelcivita. È stata la prima volta in cui ho potuto ammirare con i miei occhi  templi che fino a poco tempo fa avevo sempre visto solo in foto, stampati sui miei libri di storia.
Oltre all’amicizia con tutti i ragazzi, quello che mi è rimasto impresso di quest’esperienza è stata la premura di suor Mariangela e di Dalia che hanno messo tutto a nostra disposizione dandoci tanta fiducia. Mi sono rimaste nel cuore le parole di sr Ma’ [sr Mariangela ndr] che ci ha dato tanti consigli sulla vita e soprattutto ricordo bene il suo invito ad apprezzare ogni cosa che il Signore ci ha donato, perché tutto anche quello che ai nostri occhi può sembrare insignificante è un suo immenso dono.
Poi, mi ha colpito una cosa che non avevo molto valutato prima: si può imparare qualcosa da qualsiasi persona e la cosa importante è vedere il bello che c’è in ognuno e non solo i suoi difetti e infine una realtà che le nostre animatrici ci hanno fatto capire attraverso la visione del film “Kung Fu Panda”: CREDERE IN NOI STESSI.
Forse nella vita, io mi sono sempre preoccupata di scoprire, senza riuscirci, quell’”ingrediente” che mi mancava per essere veramente felice o per ottenere qualcosa a cui tenevo tanto. Solo grazie a quest’esperienza ho capito che in realtà non esiste una ricetta, non c’è nessun ingrediente segreto. Le uniche cose indispensabili sono le mie capacità… e anche i miei difetti possono aiutarmi a perseguire i miei scopi. C’ è una frase che le nostre educatrici hanno scritto su un cartellone e che mi rimarrà sempre impressa: “Tu sei il solo tesoro, tu sei unico e prezioso” e assieme a queste parole ci hanno consegnato anche una lettera personalizzata da parte di… Dio!!!”. È stato un momento indimenticabile: eravamo seduti per terra davanti alla parola di Dio e ognuno di noi ricevendo la pergamena metteva vicino alla Bibbia una piccola luce.
L’ultimo giorno si è svolta la caccia al tesoro. Questa ha stabilito come squadra vincente quella delle Aquile. Poi le due squadre si sono recate in una stanza dove al centro c’era un grande scrigno. Abbiamo vissuto un emozionante momento di preghiera fatto di gesti piccoli ma toccanti. Prima la consegna di un premio per entrambe le squadre poi, ognuno doveva andare da sr Ma’ per farsi ungere con dell’olio in segno di benedizione e poi da Dalia che legava al nostro braccio un nastrino bianco sul quale era scritto un dono che Gesù ci consegnava. Questo  momento che ricordava un po’ il nostro Battesimo ed è stato uno dei più commoventi.
Salutando uno per uno i miei amici e le mie educatrici pensavo dentro di me a come mi avessero aiutata quei giorni a guardare la vita da un’altra prospettiva… quella dell’AMORE VERO».

Enrica – Veglie (LE)

CATECHISTI PARROCCHIALI – Maggio 2010: Responsabilità dell’annuncio

Spirito Santo  “dito della mano” di Dio

di Emilio Salvatore

“C’è molta gemte a Gerusalemme, venuta anche da lontano. E’ la festa di Pentecoste. Gli ebrei ringraziano il Signore per il dono dell’alleanza e per le spighe ormai mature. Maria e gli apostoli sono riuniti in preghiera nella sala, dove è apparso Gesù risorto. All’improvviso viene dal cielo un rumore grande come il vento impetuoso. Appaiono lingue di fuoco, che si posano su ciascuno di loro ed essi sono tutti pieni di Spirito Santo.”


La Pentecoste è manifestazione dello Spirito Santo ed epifania della Chiesa.
Egli è forza di amore nel cuore del credente e della comunità, e la sua presenza trasforma le persone.
La vela e una grande mano, da realizzarsi, sono segni che favoriscono l’interiorizzazione dell’azione dello Spirito.

Gli obiettivi dell’itinerario proposto sono:

  • aiutare i fanciulli a ripercorrere gli eventi della Pentecoste, come manifestazione dello Spirito Santo ed epifania della Chiesa;
  • introdurre i ragazzi alla vita sacramentale, soprattutto attraverso la riflessione sul battesimo, come vita nello Spirito;
  • educare alla percezione della presenza dello Spirito in noi, come fonte di comunione con Dio e disponibilità alla testimonianza e al servizio dei fratelli.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Maggio di Catechisti Parrocchiali

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali clicca qui


Per info e abbonamenti:

RAGAZZI & DINTORNI – Maggio 2010 – Dossier Cittadinanza

Vangelo di Strada

di Alessia Cambi

L’annuncio del Vangelo entra in città, lì dove abita la gente, tra strade e palazzi, chiese e scuole.
Ed è per questo, soprattutto tra le modalità della pastorale giovanile, che non stupisce sentire parlare proprio di
“evangelizzazione di strada”.
Di che cosa si tratta?
È quell’insieme di iniziative e proposte di gruppi di cristiani che annunciano la parola di Dio sulle piazze, in spiaggia, in discoteca e al pub e in tutte quelle occasioni al di fuori delle “normali” riunioni ecclesiastiche tradizionali.
Gesù invita i suoi apostoli a “scendere a valle”.
È bello rimanere nella sicurezza degli ambienti parrocchiali, tra gente che ha scelto di vivere la medesima fede, ma come catechisti ed educatori siamo chiamati a uscire dalle sacrestie e andare là dove si ritrovano i ragazzi e i giovani.

Ad andare in città per portare il Vangelo. Forse è questo che significa testimoniare la fede nel mondo di oggi.

Il prossimo appuntamento di “evangelizzazione di strada” organizzato dalle Figlie di San Paolo è per il 15 – 16 Maggio a Salerno, per ulteriori informazioni visitate la sezione “iniziative” del sito.


Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Maggio dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.


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L’incontro – alias “Dio ma che lingua parli?”/3

 

 

 Il 13 dicembre 2009, il terzo incontro di spiritualità e formazione per giovani fino a 30 anni, ha avuto ancora come sede la nostra comunità di Napoli (zona Capodimonte).

 

Nonostante sia durata soltanto un giorno, come è stata intensa e gratificante questa terza tappa del cammino di quest’anno intitolato Dio, ma che lingua parli?, con le Figlie di San Paolo! Fin da subito è stato svelato il tema del giorno: l’INCONTRO. La Bibbia è piena zeppa di incontri con Dio: per esempio con Mosè, Zaccaria, Maria, Zaccheo e tanti altri. Leggendo i passi Biblici relativi a questi quattro compagni di cammino, abbiamo scoperto come Dio ci chiama per nome e ci incontra nella nostra quotidianità, nell’ordinario, nella vita di ogni giorno, valorizzando anche le piccole cose e i particolari più insignificanti. E l’incontro diventa occasione che Dio non si lascia sfuggire per farci una proposta di vita, di fronte alla quale siamo liberi di scegliere: rifiutare e tapparci le orecchie, o lasciarci stravolgere dalla Sua Parola e accettare il suo invito a metterci in gioco.
Riflettendo sul tema e sulle domande-provocazione che ci sono state proposte, mi sono resa conto che più di “incontro”, potrei parlare di “incontri”… In cui Dio mi propone di “attivarmi”, di andare saltellando gioiosamente verso traguardi e orizzonti a volte per fortuna “pensabili”, a volte inimmaginabili, di fronte ai quali rimango semplicemente incantata dalla Sua grandiosità.
Durante la S. Messa della Terza domenica di Avvento (Gaudete) sono risuonate le parole della lettera di San Paolo: “Fratelli, siate sempre lieti nel Signore.” E a rendere il tutto ancora più bello, una bellissima candela rosa che, insieme alle altre due di colore viola, spiccava sull’altare.
Nel pomeriggio abbiamo vissuto un momento di condivisione delle nostre riflessioni sul tema. Sono intervenuti soprattutto Davide e Paola, che si sono uniti a noi per la prima volta, e ci hanno raccontato della loro gioia nell’aver incontrato Gesù, di quanto la loro vita sia stata cambiata, e del loro desiderio di non volerlo lasciare mai più.
Infine durante l’Adorazione Eucaristica abbiamo potuto presentare al Signore i nostri ringraziamenti, le preghiere, le gioie e le paure, e tutto ciò che avevamo nel cuore.  Un immenso grazie per gli incontri …  nelle persone, nelle situazioni, in tutti i giorni della mia vita …!!! E grazie per la gioia che vive nella mia vita, e che è vissuta in questa giornata!

Buon cammino e buona continuazione d’Avvento a tutti …!!!

Maria Chiara – Campagna (SA)