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Gesù Sì, Chiesa No!!!

Credo in Dio, ho fede, con Dio ci parlo, non ho grossi problemi, ma di Chiesa non voglio sentir parlare! Non ho bisogno, per credere, di preti che poi alla fin dei conti sono peggiori di me!


A chi non è capitato di sentire frasi simili? O a chi non è capitato di pensarle?
Eppure, d’accordo o meno, la Chiesa sembra essere proprio quella povera barchetta di cui Dio stesso ha scelto di servirsi per traghettare nel mondo il suo amore. “Troppe parole e pochi fatti” mi direte, posso anche essere d’accordo, eppure nella storia, nonostante gli sbagli, il peccato, le controtestimonianze di tanti, molti di più, anche se in modo decisamente più silenzioso hanno amato e dato la vita.

La chiesa è santa e peccatrice insieme! Ma, mattone dopo mattone, a costruirla sono le scelte di tutti quei suoi figli che in un modo o nell’altro la vivono, la abbandonano, la tradiscono, la smentiscono. Chiesa è popolo! Chiesa è figli di Dio! Chiesa è effervescenza dinamica dello Spirito! Chiesa è santi semplici e nascosti! Chiesa è uomini e donne che senza rumore stanno costruendo coscienze gratuite! Chiesa è anche peccato e riconciliazione, misericordia e gratitudine!

Chiesa potrebbe essere tutto ciò che noi quotidianamente costruiamo… in ascolto, preghiera, azione, passione, audacia e amore vivo e concreto?

 

 

E… oggi siamo in 5!

giovani

Dicono che i grandi risultati si raggiungono con la forza dei piccoli passi. Se il GEP vivendolo, pensandolo, credendoci ha sapore di futuro, allora la sua forza inizia dalla risposta e dall’impegno che i primi 5 giovani hanno promesso proprio lo scorso 25 gennaio 2009 – giorno in cui la Chiesa Universale celebra la conversione-chiamata di san Paolo, durante uno dei weekend di formazione e spiritualità per giovani, che si vivono ogni mese nella comunità delle Figlie di san Paolo di Salerno.

Nulla è un caso quando di mezzo ci sono le vie di Dio, quando si sceglie di vivere la propria fede come dono da accogliere e condividere, quando si promette di spendere le proprie forze ed energie perchè la fede possa essere illuminata dalla preghiera, dallo studio, dal confronto. Tutto smette di essere occasione e inizia a essere impegno quando il modello è san Paolo, la santità cui si aspira è la conformazione a Gesù e lo stile di carità è quello di ascoltare la fame e sete di verità che popola il cuore dei nostri contemporanei, dei giovani di oggi verso cui ogni GEP è spinto ad andare, attraverso ogni forma che la comunicazione offre.

La comunità delle suore Figlie di san Paolo di Salerno, infatti, accogliendo la richiesta avanzata da un piccolo gruppetto di giovani circa un anno fa, ha proposto la nascita di un gruppo, i GEP appunto (Giovani Evangelizzatori Paolini), che, sulla scia di san Paolo, vivessero la loro età come camin cappella... chiamati a impegnarci in prima persona!mino di scoperta di Dio nella propria vita, di maturazione umano-spirituale e quindi di condivisione con altri giovani della propria esperienza di Dio. Tutto questo ha permesso oggi, ai primi cinque giovani di impegnarsi in prima persona per Dio e per gli altri, dando un senso e un valore specifico alla loro vita di giovani alla scoperta della volontà di Dio qualunque essa sia…

L’augurio con cui accompagnamo ognuno di loro è affidato proprio al numero 5… sapranno essere nella loro vita cristiana 5 pani? Accolti, benedetti, spezzati e donati?
Se sì, avranno modo di scoprire una pienezza che supera ogni fragilità, ogni timore, ogni rallentamento.
Se sì, si scopriranno mandati a portare il Bene dove non avrebbero immaginato.
Se sì, scopriranno la luce del cuore in coloro di cui tutti non vedono che ombre.

Essere 5… con la stessa forza dei 5 pani nelle mani del Signore.
Questo il nostro augurio e la nostra preghiera per loro e per tutti coloro che sceglieranno di essere, GEP… e questo a partire già dal prossimo 29 giugno.

i GEP

Tempo… anno nuovo e santità!

campo-natale-08-50Il 2009 è iniziato e il ponte di congiunzione tra il vecchio e il nuovo anno è stato un unico grande interrogativo: Cos’è la santità? Quattro giorni di riflessione, preghiera, confronto e condivisione vissuti a Roma dal 27 al 31 dicembre. Quattro giorni che chiaramente non possono bastare ad esaurire uno dei temi più spinosi e portanti della cristianità, ma indubbiamente possono essere una piccola fiamma accesa che può diventare capace di accendere grandi falò!

Siamo stati in pochi a lasciarci provocare… perchè si sa le proposte sono tante, le cose da fare non sono di meno e poi ciascuno sceglie ciò può essere il meglio per la propria vita…. ma l’intensità di alcuni momenti, la volontà di crescere e lasciarsi spostare in avanti (pro-vocare, chiamati ad andare oltre), il desiderio di dare corpo a una santità possibile oggi, a partire da subito, il sentirsi attesi da un Dio che per ciascuno aveva preparato un dono speciale… beh tutto questo ha fatto il resto!

Penso, a questo punto, che se solo alcuni hanno potuto raccogliere un dono specifico, tutti però possono raccogliere una sfida: la  SANTITA‘ è possibile, è lasciar vivere Cristo in noi, è permettere che Dio trovi spazio nella nostra carne umana, così come in Maria; è lasciare che la natura e la grazia si incontrino: è permettere cioè che tutto ciò che siamo, i nostri doni e i nostri limiti diventino casa accogliente di Dio!
Santità è dire sì a un progetto universale di salvezza che diventa possibile grazie ai nostri sì piccoli, semplici, personali e coraggiosi.
Santità è lasciarsi penetrare da Dio per vivere di Lui, diventare segno e visibilità del suo amore qui e ora.
Santità è scoprire chi siamo chiamati a essere e decidere di divenatarlo.
Santità è quotidianità, sfumature della carità, amore silenzioso e accogliente, stile di vita luminoso, coerente e trasparente.

Santità è arrivare un giorno a dire “Cristo vive in me… questa vita fatta di tempo, di spazio, di scelte, di sogni e di delusioni, di cammini e di ripartenze io non la vivo più contando su me stesso, sulle mie forze. Io la vivo nella fiducia in Gesù Cristo che mi ha amato e ha dato se stesso per me”… parola di uno che ha creduto fino in fondo (paolo – l’apostolo!)

Santità allora è srotolare nel tempo scelte di vita, è trasformare il tempo in vita nuova, creazione nuova… che il 2009 sia per tutti questo tempo speciale quanto a santità possibile, desiderabile e condivisa con tanti fratelli, sorelle e compagni nel cammino.

Giovani Evangelizzatori e non solo…

Scriveva, qualche tempo fa, un padre gesuita: “A pregare si impara pregando”. E chi può negarlo? Basta fare esperienza concreta della Preghiera per capire che è un circolo intenso di relazione appassionata con Dio… Ma se questo è vero per la preghiera come la mettiamo con la fede? Come si impara a vivere quell’atteggiamento del cuore che, in qualche modo, è la condizione di possibilità della preghiera stessa? Come si impara a credere?
A credere s’impara evangelizzando! E non è una contraddizione in termini. E’ la sfida accolta e vissuta da un gruppo di giovani, i GEP che, sullo stile dell’apostolo Paolo, scelgono di vivere e investire il meglio delle loro forze ed energie per crescere nella fede condividendo con i propri coetanei la loro ricerca di Dio, il loro incontro personale e a volte destabilizzante con Lui, la loro voglia di capire-scoprire quali sono le vie di quell’amore così dinamico ed effervescente da ribaltare ogni possibile logica umana.

A credere si impara vivendo, cercando, dubitando, fidandosi, rischiando e comunicando… qualcuno di mia conoscenza direbbe che è tutto un vivere al congiuntivo. E in parte lo è realmente… La fede, per i Gep è questione di vita, è cammino verso la vita.

Un Gep annuncia la pienezza di un incontro che ti cambia la vita, che ti spinge verso orizzonti nuovi, che ti porta a sentire tutta la vertigine e l’ebrezza del credere. La formazione umana, spirituale, biblica, carismatica; la Parola e l’Eucarestia; l’annuncio vissuto e sperimentato come stile concreto e quotidiano; la voglia di imparare da tutto e da tutti… questo e molto altro fa di un Gep un giovane “erede” di san Paolo, oggi.

Il cammino è ecclesialmente trasversale e teso a far mettere le ali alla fede, a percorrere strade virtuali e non per annunciare il Vangelo con tutti i mezzi a disposizione, a far brillare nelle routine quotidiane Dio, come presenza nuova e piena di senso nuovo.

Per il momento la base è Salerno, ma la rete permette un always on line di tutto rispetto!

Siamo nati ad aprile e il nostro primo “mandato” lo abbiamo vissuto nella notte del 3 maggio preparando, tra preghiera ed evangelizzazione, la Giornata Mondiale delle Comunicazioni

Video dell’animazione fatta a Salerno il 3 Maggio