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La forza della fragilità – Buona domenica! – IV domenica di Avvento – anno B

«Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». (Lc 1,28) 

Una piccola e non cosi importante cittadina: Nazaret. Una tra le più vulnerabili e maltrattate creature: la donna. Un senza-diritti (almeno all’epoca): un bambino.

angelo_lopezQuesto Dio sceglie per rivoluzionare la storia e lo fa senza cavalcare il paranormale, senza servirsi di effetti speciali. Entra nella storia attraverso una delle più ordinarie vie: nasce, entra nella natura e ne rispetta i tempi biologici, i ritmi, le leggi. Dio non violenta, mai! Non sfrutta, non mette nulla sotto i piedi della sua volontà. Questa è la straordinaria novità che quel Bambino, adorato come santo, perché santo, ha portato nella storia umana: la salvezza scaturisce da un sì, dal coraggio di una madre che non si è tirata indietro, dalla consapevolezza di una fragilità interamente donata a qualcuno. Questo rende unica Maria e rende tremendamente forte la sua piccolezza; ma rende forti anche tutti i piccoli che non misurano, non calcolano i risultati, non attendono ricompense, ma offrono tutto ciò che hanno: sono mossi dalla sola consapevolezza di essere amati, hanno visto e sentito, hanno conosciuto il Dio della salvezza… Quel Dio che oggi come ieri, a te che senti la vita franare tra le mani, dice: «Non temere, in te, nella tua debolezza voglio nascere, come luce nuova, nelle notti del mondo. Apriti!».    Continua a leggere La forza della fragilità – Buona domenica! – IV domenica di Avvento – anno B

La sorgente della gioia – Buona domenica! – III domenica di Avvento – anno B

 In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete (Gv 1,26)
 

Gioia, questo si respira nella terza settimana d’avvento, o forse così dovrebbe essere. Se vivi attendendo Dio, allora non puoi che gioire per il suo farsi “incontro”. Eppure tutto questo (la gioia, la presenza di Dio, il suo esserci accanto) stride con la nostra quotisalti di gioiadianità segnata dalla solitudine, dalla frenesia, dalla ricerca instancabile dell’ultima novità sul mercato, dalla precarietà, dallo scoraggiamento. Quale, allora, il segreto della gioia? Dove trovarla?
Forse la domanda che ognuno dovrebbe fare a se stesso è: «Cosa cerco, quando cerco la gioia?».
Lo sappiamo, non si può trovare ciò che non esiste, anche se lo cerchiamo disperatamente. Se gioia è avere tutto ciò che desidero, se gioia è libertà e possibilità di acquistare l‘ultimo Iphone a tutti i costi, se è partire per una delle mete del turismo mondiale o vivere un tipo di vita che ho sempre sognato… allora forse questa gioia è davvero impossibile e di essa non esiste alcuna sorgente. Perché? Semplice: non esiste!    Continua a leggere La sorgente della gioia – Buona domenica! – III domenica di Avvento – anno B

Il coraggio dell’impossibile – Buona domenica! – II domenica di Avvento – anno B

Preparate la via (Mc 1,3)

Una via nel deserto e una voce in terreni disabitati, la speranza per chi non ha più nulla e la fiducia per chi è stato tradito, valli innalzate e monti abbassati e, per il peccatore, il perdono. Tutto questo ha dell’assurdo, almeno umanamente… è inconcepibile per una mentalità come la nostra, sempre abituata a fare i conti con l’efficienza e il miglior rendimento. Urlare in un deserto è da folli, inutile spreco di energie e risorse. Eppure il profeta lo fa, perché sia chiaro che la speranza non si argiovanirende al difficile, non tira i remi in barca di fronte all’impossibile.
I profeti prima e il Battista poi, instancabilmente annunciano la determinazione di una speranza che fiorisce proprio quando tutto sembra impossibile, la follia di un Dio che per amore ci raggiunge e si fa uno di noi, la novità dell’Emmanuele che, nascendo, porta pace a cuori in guerra.
Dio è vicino, è il nostro Dio, luce nella notte, speranza nella disperazione, vita nella morte, fiducia nello scoraggiamento. Lui c’è, ma noi dobbiamo aprirci, spalancare le porte all’impossibile, lasciarci stupire dall’imprevisto. Lui è vicino, oggi come ieri, e chi ha occhi puri può vederlo, chi ha mani innocenti può incontrarlo, chi ha coscienza limpida può urlarlo lì dove l’umanità è ferita, preparando strade nuove nei tanti deserti delle nostre città.

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Accorgerci di te – Buona domenica! – I domenica di Avvento – anno B

Vegliate NON DORMITE

Quello che dico a voi,
  lo dico a tutti voi: vegliate! (Mc 13,37)

«Se tu, Signore, squarciassi i cieli e scendessi…». È una sorta di invocazione che dal profeta Isaia attraversa i secoli, che instancabilmente unisce il cielo e la terra, che si muove dal cuore dei deboli e, con la sola forza della fede, arriva a Dio.
Tutto questo, però, per quanto umanamente intenso e immenso, lascia l’amaro in bocca, perché PER noi, con la nascita di Gesù di Nazaret, il cielo èVeglia_giovani stato già squarciato e ogni distanza già colmata. La nostra preghiera allora non può continuare a essere richiesta di ciò che abbiamo già ottenuto, sarebbe assurdo… e noi non abbiamo bisogno di svegliare Dio, lui è già sveglio… da sempre! In Gesù, nella sua nascita, nella sua inspiegabile incarnazione, si è fatto vicino, tanto vicino a noi, da diventare uno di noi.
Che fare allora? Svegliarci! Aprire gli occhi, spalancarli su Dio, accorgerci della sua discreta presenza, sempre decisamente all’opera.
Questo sia il nostro avvento, perché ciò che ci stiamo preparando a celebrare non sia solo un ricordo, ma l’attualità di un evento che può ancora cambiarci.

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La presunzione di dare tutto – Buona domenica! – Domenica di Cristo Re dell’universo – A

Elemosina

Venite benedetti…
ho avuto fame
e mi avete dato da mangiare!

Dal Vangelo di Matteo (Mt 25,34-35)
domenica di Cristo Re dell’universo – Anno A

LA PRESUNZIONE DI DARE TUTTO

È un assurdo rischio, ma a correrlo siamo in tanti: suore, frati, sacerdoti, laici, e ognuno a suo modo.
Di cosa sto parlando?! Dell’assurda pretesa di aver dato tutto a Dio.aiutare È il rischio che corriamo quando, di fronte alla storia che chiama, al bene da fare, all’avvento di Dio nel mondo e nella vita dei nostri fratelli, noi ci sentiamo apposto, al sicuro, perché nel nostro piccolo sentiamo di aver dato tutto: la vita, le idee, il tempo.
Difficilmente riconosciamo la possibilità di restarne invischiati, ma quel sentirci con la coscienza apposto, infondo, ci allontana dalle posizioni scomode di chi è sempre alla ricerca del bene da compiersi qui e ora, come risposta concreta a Dio che oggi continua a farsi carne, parola, salvezza.    Continua a leggere La presunzione di dare tutto – Buona domenica! – Domenica di Cristo Re dell’universo – A

Figli della luce – Buona domenica! – XXXIII domenica T.O. A

la semina

Avverrà come di un uomo che
chiamò i suoi servi
e consegnò loro i suoi beni.

Dal Vangelo di Matteo (Mt 25,14)
XXXIII domenica del T.O. – Anno A

FIGLI DELLA LUCE

Verrà… il Signore verrà! La Chiesa lo crede da sempre e continua a crederlo e ad annunciarlo. Verrà, come un giorno è già venuto… verrà tra noi, accarezzerà la nostra miseria, come un giornovita nascere ha accarezzato e guarito ogni malattia. Non sarà come la venuta di uno sconosciuto, né come quella di un temuto giustiziere. Il Signore ci ha dato doni preziosi: la vita, il fratello e la sorella, il mondo che ci circonda e ogni creatura che in esso esiste, l’intelligenza e la capacità di amare, la ragione e la possibilità di conoscere. Li ha affidati alla nostra libertà perché dalle nostre mani possa ogni giorno nascere vita, essere seminata la speranza, coltivata la carità.
La sua venuta non sarà altro se non quella di un contadino che va nei campi per raccogliere il frutto maturo di ciò che ha seminato e coltivato pazientemente.
uva Ma allora di cosa aver paura?
Credere che un giorno, presto o tardi, Dio ci chiamerà a sé per incontrarlo faccia a faccia è esperienza di attesa gioiosa; è possibilità di vivere la pienezza di una vita che abbiamo sempre sperato e seminato, anche faticosamente, istante dopo istante. Prima di noi, oltre noi e in noi, c’è una luce che nulla e nessuno potrà spegnere. Questa è la nostra gioia. Questa è la nostra possibilità di sperare, sempre!    Continua a leggere Figli della luce – Buona domenica! – XXXIII domenica T.O. A

È vivo! – Buona domenica! – Commemorazione dei defunti

Il-fiore-della-Speranza

Chiunque vede il Figlio
e crede in lui
avrà la vita eterna.

Dal Vangelo Gv 6,40
Commemorazione dei defunti – Anno A

È VIVO!

Quanta è strana la nostra fede: per noi che crediamo, morire significa vivere. Ci pensiamo forse troppo poco o forse ci lasciamo prendere dal senso forte di un distacco insuperabile e drammatico. Eppure, la morte dice il sì definitivo a un Dio in cui abbiamo creduto, di cui ci siamo fidati, anche nei momenti più difficili, anche quando la sofferenza stava consumando la carne, le relazioni, la fiducia… anche quando la paura del dopo stava lentamente togliendo ossigeno alla nostra preghiera.

Ci pensiamo poco, ma in fondo la morte ci fa sperimentare ciò che tante volte abbiamo sentito dalle parole di Giobbe: «Io vedo Dio, i miei occhi lo vedono, ora che la morte non ha più potere sul mio corpo, io risorgo con il mio Dio, e in lui vivo!».

Questa è la bellezza straordinaria della nostra fede! Credere nella resurrezione ci rende vittoriosi sulla morte; ci permette di vivere una comunione piena con il Dio della nostra fede. E a noi, che restiamo qui, se sorella morte ci fa sentire tutta l’impotenza umana, la fede ci regala un’ennesima possibilità: in Dio, nella relazione con Lui, nella preghiera, noi continuiamo a poter incontrare coloro da cui la morte ci ha separati!

Credere… questo fa vivere!

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Signore Risorto, tu sei vita
che sgorga dalla morte;
sei l’annuncio di una
solidarietà eterna
tra il cielo e la terra;
sei la possibilità di una vita
che la morte non può uccidere.

La fede in te ci aiuti ad
alzare lo sguardo dalla terra
e ci insegni a sperare;
ricordi alle nostre lacrime
che nulla finisce con la morte
e che in te, possiamo
continuare ad amare,
anche coloro da cui la morte
ci ha separato. Amen

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

La fede in Gesù ti fa vivere, superare la morte, spezzare la sua lancia. Non temere! Come lui, anche tu, uscirai dal sepolcro e vivrai, perché il Signore è vita.

DAL VANGELO della domenica [Gv 6,37-40]

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

La PREGHIERA in un formato da scaricare e condividere sui social

commemorazione defunti

Suor Mariangela Tassielli, fsp