Buona domenica!

Pastore Gesù

“Io sono il BUON pastore”

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,11-18)
IV DOMENICA DI PASQUA -Anno B-

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

A chi sto a cuore?
Chi mi sta a cuore?
Per chi sono prezioso, importante, essenziale?
Nel corso della vita questa domanda, presto o tardi, diventa l’unica domanda essenziale.
Quando sperimentiamo la fragilità dell’essere e i nostri limiti, quando vediamo che i successi tanto agognati non colmano il nostro cuore ma lo spalancano a desideri nuovi e insaziabili, quando la vita si scontra contro un muro, ci poniamo questa domanda semplice e terribile:
a chi sto a cuore?
Gesù, oggi, dice di essere l’unio pastore che mi ama, che mi conosce e mi valorizza, senza pensare di averne un vantaggio.

Gli altri padroni sono mercenerai, mi amano per avere un tornaconto.
E’ vero: al mio datore di lavoro sto simpatico se produco, a volte anche i miei amici e i miei parenti mi amano a patto di comportarmi secondo ciò che essi si aspettano.
Invece Dio ci ama gratis, quando lo capiremo?
Non ci ama perchè siamo buoni ma, amandoci, ci rende buoni.
Non ci ama neppure per essere adorato, è libero Dio, anche dal protagonismo divino.
Dio non può che amare, scrivevano i Padri della Chiesa, perchè p amore puro, donato senza condizioni, gratutitamente, graziosamente, si diceva una volta.
Il suo amore senza condizioni è vero e serio: Gesù sceglie di donare la sua vita, non vi è costretto, lo desidera e lo fa, perchè davvero ci ama.
Anche noi possiamo convertire il nostro cuore e imparare ad amare gratuitamente.
E’ un lavoro di purificazione lento e doloroso, ma possibile.
Vivere da percore (non da pecoroni!) significa prendere sul serio le parole di Gesù, riferirsi a lui nelle scelte quotidiane, amare e amarci come lui ci ha chiesto, vivere da risorti, da salvati.
Non si tratta di salvare il mondo, il mondo è già salvo, si tratta di creare delle zone franche, degli spazi di verità nelle città isteriche in cui ognuno sia sè e faccia essere.
Nel realizzare questo grande sogno, aspettando che il Regno contagi ogni uomo e lo renda felice, aspettando il ritorno glorioso del Maestro, ognuno scopre di essere amato e di avere un progetto (grande) da realizzare.
Che sia un premio Nobel o una colf poco importa, ognuno ha un destino da realizzare, una vocazione da vivere.
Imparare ad amare gratuitamente perchè siamo amati gratuitamente e siamo amati bene.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Infinita fiducia

 

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