RADIO VATICANA intervista sr Mariangela Tassielli, fsp

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RADIO VATICANA

intervista sr Mariangela Tassielli, fsp

Fabio Colagrande nella trasmissione AL DI LA’ DELLA NOTIZIA del 18.03.2013 parlando di Papa Francesco e i media, si collega via telefono con la nostra sorella a Napoli per uno scambio di opinioni…

Pregando per papa Francesco

Papa Francesco

A voi, Maria e Giuseppe,
affidiamo il santo Padre, Francesco.
Sia su di Lui la grazia dell’Altissimo
perché attraverso le sue mani
possiamo sperimentare l’amore di Dio,
le sue parole diffondano in questa storia
la speranza che non muore,
i suoi occhi penetrino, con coraggio,
il mistero di Dio e le sofferenze umane
e il suo instancabile andare,
sia segno di un Dio che raggiunge gli ultimi,
solleva i deboli e salva i peccatori.

Maria e Giuseppe,
voi che avete abbracciato il Dio fatto carne,
abbracciate nella sua Grazia il santo Padre,
la Chiesa tutta
e l’umanità sparsa in ogni angolo della terra.

Amen

di Suor Mariangela Tassielli, fsp

Con te Santo Padre

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Con te e su di te, caro Padre
chiediamo la benedizione di Dio
perché tu possa accompagnarci
in un nuovo cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. 

Vai Francesco e ripara la SUA Chiesa, non indugiare
il Signore ti sosterrà a ogni bivio, sarà luce in ogni scelta,
guida certa nella direzione.

Santo Padre, con te, sulle strade della vita,
perché il mondo creda e, credendo viva.

Grazie per il tuo sì. 

Preghiera di: Suor Mariangela Tassielli, Fsp

RAGAZZI & DINTORNI – Novembre 2012 – “… in Gesù Cristo”

CHI È IL TUO «MAESTRO»?

di Fausto Negri

È strana la vicenda dei «divi» più famosi degli ultimi cinquant’anni: Merylin Monroe, una delle attrici più belle e ammirate da sempre; Elvis Presley, mito del rock’n’roll… Jimi Hendrix, Michael Jackson, Whitney Huston… Sono tutti morti soli e ancora in giovane età, nello stesso modo: in bagno, fulminati da una dose letale di droga e/o di barbiturici. Michael Jackson nel 2003 aveva confessato in un’intervista: «Avere amici è difficile. A volte esco da solo di notte sperando di incontrare qualcuno con cui parlare». La cosa che più rattrista di tutta questa vicenda è che l’idolo è divorato dal suo stesso successo e dai suoi adoratori.

Marco Ricci è, in Italia, il sosia ufficiale di Michael Jackson. È di Roma e fa l’infermiere. Per diventare uguale al suo idolo si è obbligato a dure prove di ballo e si è sottoposto a tredici interventi di chirurgia estetica. Adesso che Jackson è morto, ha detto al Tg5 che non sa cosa farà in futuro. Quando un idolo muore, il suo adoratore si sente perso.
Ai giorni nostri i personaggi famosi sono ritenuti miti da adorare o personaggi da imitare, perché considerati capaci di raggiungere il successo. Per i ragazzi i modelli da seguire sono i calciatori o i cantanti famosi, mentre per le ragazze sono le veline e le modelle bellissime e magrissime.

Nella società dell’apparenza, poi, chi non è «alla moda» è disprezzato ed emarginato da tutti. Così chi non segue i falsi miti di oggi: perenne giovinezza, culto del corpo, felicità a basso prezzo, successo a costo zero, apparire sui mass media in qualunque modo…

Questi miti sono «idee malate», non avvertite come tali, che ci possiedono e ci governano con mezzi non logici, ma psicologici. Essi producono molte sofferenze, disturbi e malesseri. L’operazione di de-mitizzazione è, dunque, la prima condizione per essere persone.

Gesù viene in aiuto alla nostra debolezza. Uniti a lui, come tralci alla vite, scorre in noi nuova linfa.
Se la vita di Gesù penetra nella tua mente, tu, attraverso il dono della fede, a poco a poco vedi il mondo con gli occhi stessi di Dio.
Se penetra il tuo cuore e le tue azioni, tu, attraverso la carità, ami come lui ha amato. Se la vita di Gesù penetra i tuoi desideri, tu, attraverso il dono della speranza, coltivi i suoi progetti con ottimismo, per una vita buona e bella per sempre.

ATTIVITÀ
Giovanni Paolo II, nella GMG del 2005 a Colonia, ha detto a migliaia di giovani: «È forte la spinta a credere ai facili miti del successo e del potere. Giovani, non cedete a mendaci illusioni e mode effimere che lasciano, non di rado, un tragico vuoto spirituale! Rifiutate le seduzioni del denaro, del consumismo e della subdola violenza che esercitano talora i mass-media. L’adorazione del vero Dio è un atto di resistenza contro ogni forma di idolatria. Ascoltare Cristo conduce a scelte coraggiose e a decisioni a volte eroiche. Gesù è esigente perché vuole la nostra autentica felicità».
Sbagliare «maestro» significa sbagliare la direzione della propria esistenza.
Perciò domandati: Quale «maestro» sto seguendo in questo periodo della mia vita? So riconoscere ciò che è illusorio per evitarlo e le diverse idolatrie per rifiutarle? Ho scoperto Gesù come il Maestro unico di cui fidarmi?

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Ottobre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

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In preghiera per il Sinodo sulla nuova evangelizzazione

In questi giorni, e precisamente dal 7 al 28 ottobre, come Chiesa stiamo vivendo un importantissimo evento: il Sinodo dei vescovi. E’ un evento di portata mondiale che raduna attorno al Papa, Benedetto XVI, vescovi provenienti da tutto il mondo, per riflettere su questioni attuali e sfidanti per la vita e la missione della Chiesa, nel mondo.

“La nuova evangelizzazione per la trasmissione delle fede cristiana”: è il tema dell’assemblea. Tema particolarmente caldo per una umanità che fatica sempre di più a scoprire i segni della presenza di Dio e per una Chiesa che di fatto sta rischiando di confondere la sua voce alle voci della terra, rendendo silenziosa la voce instancabile di Dio.

“La Chiesa sente come un suo dovere – leggiamo nello Strumento di Lavoro del Sinodo – riuscire a immaginare nuovi strumenti e nuove parole per rendere udibile e comprensibile, anche nei nuovi deserti del mondo, la parola della fede che ci ha rigenerato alla vita, quella vera, in Dio” – cfr. IL 8.

Con il Papa e i vescovi, altri fratelli e sorelle, vivranno quest’esperienza sinodale cercando di accogliere le istanze impellenti della società contemporanea e i fermenti di novità che lo Spirito sta seminando nei solchi della storia. Per loro e con loro, vogliamo unirci in una fraterna preghiera che ci renda tutti partecipi, in unione di spirito, a quest’evento, qualsiasi sia la nostra condizione, le nostre attese, la nostra personale situazione. Il Sinodo ricorda a tutti noi un dovere speciale: sentirci parte viva di una Chiesa viva che è comunione di chiamati, e di cui, ognuno di noi è responsabile in forza del Battesimo.

Nella preghiera e nell’offerta delle personali sofferenze, consapevolmente facciamoci carico di quanto, in questi giorni, il Papa e i Vescovi saranno chiamati a discernere e rioffrire a tutti noi, Chiesa radunata in Cristo Risorto, perchè possiamo con coraggio e audacia percorrere nuovi sentieri per una nuova evangelizzazione, che porti, OGGI, Dio all’uomo e l’uomo a Dio.

 

VII Incontro Mondiale con le Famiglie – Milano 2012/Fidanzati

Carissimi blogger, ve lo ricordate il nostro inviato speciale a Milano per l’Incontro Mondiale delle Famiglie? Ebbene, Giuseppe di Napoli, condivide con noi un altro significativo momento vissuto dal Papa a a Milano: l’incontro che Benedetto XVI ha avuto con i fidanzati!

Come volontario al Family 2012, sono stato assegnato al Mediacenter (l’area che si occupava della comunicazione dell’evento e della sala stampa, con oltre 1000 giornalisti accreditati) ed ho avuto la gioia di accompagnare un pool di giornalisti, di varia provenienza, alla veglia del sabato 2 giugno al Campovolo di Bresso; una serata di festa davvero intensa di emozioni e di sensazioni uniche, ritmata da ospiti di fama internazionale e da cinque “rappresentanti” di varie realtà familiari, che hanno posto varie domande al Papa su alcuni temi: la sua infanzia, il senso del “per sempre” nel matrimonio, la crisi economica, il lavoro e il divorzio.

Fara e Serge sono due ragazzi poco più che ventenni del Madagascar, che si sono conosciuti in Italia dove studiano e si sono fidanzati; convivono ogni giorno con la sensazione di “esser fatti l’uno per l’altro”; desiderano ardentemente sposarsi e costruire un futuro insieme, orientando ogni aspetto della propria vita ai valori del Vangelo. Ciò che però li spaventa e allo stesso tempo li attrae è la parola “per sempre”, così poco pronunciata nei contesti giovanili di oggi, ma che assicura la vera libertà e la vera felicità.

Il Papa ha iniziato l’intervento con un breve exursus sulla realtà del matrimonio, che da “patto di convenienza” tra clan e gruppi, si “basa oggi sulla propria scelta; precede l’innamoramento, diventa poi fidanzamento e quindi matrimonio”. Ma l’amore, di per sé, non garantisce il “sempre”, anche se “l’amore, essendo assoluto, vuole tutto e quindi anche la totalità del tempo”; ma allora come fare a riuscire a rimanere con una persona per sempre, amandola e provando, fino alla fine, un forte legame con essa? È necessario (e sembra davvero strano, visto che parliamo di sentimenti) “purificare questo sentimento d’amore, entrando in un cammino di discernimento”, dove ragione e volontà possano accompagnare l’amore verso una piena maturazione.

Parlando di matrimonio, il pensiero del Papa si rivolge chiaramente al brano evangelico delle nozze di Cana (cfr. Gv 2, 1-11) dove il primo vino (metaforicamente l’innamoramento) non dura fino alla fine, finisce, pur essendo buonissimo; un nuovo vino arriva e si produce dopo una fermentazione, crescita e maturazione lenta e non esente anche da difficoltà, tipiche della sequela di Gesù. Un nuovo vino che “è più bello, migliore del primo vino: l’amore definitivo”.

Il Papa quindi suggerisce ai due fidanzati malgasci (che rappresentano però tutti i giovani del mondo) un cammino di maturazione personale e di coppia, che porti ad assumere l’impegno del “per sempre” non senza problemi e sofferenze, ma con una certa consapevolezza e desiderio. 

Video: Il Papa a Milano. Sul matrimonio: “E’ il secondo vino di Cana, il migliore”

Online anche la testimonianza dell’ Incontro del Papa con i cresimandi!

VII Incontro Mondiale con le Famiglie – Milano 2012/Cresimandi

Da mercoledì 30 maggio a domenica 3 giugno 2012, Milano è stata la sede del VII Incontro Mondiale delle Famiglie! Naturalmente anche noi di Cantalavita ci siamo resi presenti grazie a un inviato speciale ;-) !!! Si tratta di Giuseppe Tramontin, 21 anni, di Napoli! Leggiamo la sua testimonianza  relativa all’incontro del Santo Padre con i cresimandi, nello Stadio San Siro!!!

Sono partito per Milano come volontario, con tante aspettative, qualche preoccupazione legata a ciò che lasciavo a casa, qualche timore legato alla non conoscenza di ciò che trovavo, ma con un grande desiderio: poter partecipare all’incontro dei cresimandi con Benedetto XVI allo stadio San Siro. Oltre all’immensa gioia e il palpabile entusiasmo che mi sarebbe piaciuto toccare e vivere, desideravo partecipare a questo incontro perché, per vivere quest’esperienza del Family2012, ho purtroppo dovuto rinunciare alle cresime del gruppo giovanissimi della mia parrocchia; di alcuni di questi ragazzi sono stato animatore all’oratorio, con altri, si è costruito un bel rapporto.

Poteva il Signore non esaudire questa mia richiesta e ascoltare questo desiderio del cuore? Quando alcuni volontari che erano con me all’alloggio mi hanno portato il biglietto per entrare a San Siro pensavo di sognare, ma subito un pensiero di ringraziamento, seppur piccolo e immediato, è andato a Colui che ha voluto fossi a quest’esperienza. E allora… dovevo prepararmi a viverla al meglio e, soprattutto, ad essere attento a recepire il messaggio che lì avrei sicuramente ricevuto.

Circondato dalla folla e dall’entusiasmo di oltre 80.000 persone, Benedetto XVI ha guidato la veglia di preghiera con i cresimandi e i cresimati dell’intera diocesi di Milano, in un clima informale e gioioso. Tra tifo e cori da stadio, proprio lì dove giocano i campioni delle due squadre Milan e Inter, che fanno sognare i tanti ragazzini lì presenti, il Papa è stato il “campione più grande e anche l’allenatore dell’immensa squadra che è la Chiesa” come ha ricordato all’inizio il giovanissimo Giovanni, nel saluto al Santo Padre. Una toccante cerimonia, “impregnata” di vocazione e di Spirito Santo, scandita dalle meravigliose coreografie, create dalla sinergia di oltre 1000 figuranti, che hanno ricreato varie “figure”, tra cui il logo del Family2012 (il VII Incontro Mondiale delle Famiglie) e una rete che pian piano si riempieva di tantissimi pesciolini, rievocando il brano evangelico della Pesca miracolosa (Lc 5, 1-11)

Tante le esortazioni e gli input che il Papa ci ha lanciato, primo su tutti l’invito ad impegnarci nel raggiungere la santità: “Ma è possibile essere santi alla vostra età? Vi rispondo: certamente! La santità è la via normale del cristiano: non è riservata a pochi eletti, ma aperta a tutti»

L’emozione di poter partecipare a questo evento è stata infinita ed indescrivibile. Il pensiero è andato ai ragazzi della mia parrocchia che proprio in quei giorni ricevevano il dono dello Spirito Santo: “vento che gonfia le vele, fuoco che accende l’amore, aria che si respira libera”, come ribadiva il canto iniziale della veglia. Il poter vivere questa esperienza con la Chiesa di Milano mi ha ricordato l’universalità della Chiesa Cattolica e soprattutto la bellezza e la gioia dell’essere credente, del credere e del vivere il Vangelo di Gesù Cristo; e proprio il Papa, a proposito della vita di fede non ha avuto paura di sottolineare ai ragazzi presenti la difficoltà della sequela di Gesù: “Cari ragazzi e ragazze, tutta la vita cristiana è un cammino, è come percorrere un sentiero che sale su un monte – quindi non è sempre facile, ma salire su un monte è una cosa bellissima”.

On line un’ altra testimonianza del nostro inviato: Benedetto XVI incontra i fidanzati

Uso e abuso delle parole: le Babeli di oggi

Cari amici blogger,
c’è una settimana nell’anno, che come paoline e paolini, dedichiamo in modo particolare alla riflessione sulla Comunicazione, questo straordinario ambiente di relazioni sfidanti, carico di opportunità e limiti, di compromessi e manipolazione, di responsabilità e moltiplicazione delle idee.
La comunicazione ai tempi dei social network non è più strumento nelle nostre mani. E’ grembo che genera in noi la nuova sfida dell’umano, la nuova rivoluzione psico-cognitiva che, nel pensiero di alcuni studiosi sta cambiando le architetture celebrali.

Non si tratta di fare come se non ci fossero. Non è prudente. Ci sono e vivono, strutturano, ampliano le strutture universali della comprensione, della condivisione, delle economie, delle culture. Entrano nelle culture e valicano i confini. Conoscenza significa possibilità di uso critico e responsabile. Per questo riflettere e condividere è molto opportuno!

Vi riporto qui, una traccia di riflessione, scritta proprio in occasione della 46a Giornata Mondiale della Comunicazione.

Spesso il nostro modo di comunicare è più vicino al frastuono, disorientato di Babele, che non alla relazione del giorno di Pentecoste. Il tema della giornata: “Silenzio e Parola, cammino di evangelizzazione” può aprirci interessanti percorsi di approfondimento e attuazione.

Babele, ossia la città in cui furono confuse le lingue, perché l’uomo non ascoltasse più l’altro uomo.

Babele, ossia il più eloquente tentativo di silenziare la parola, rendendola rumore. E guardata da questa prospettiva, potrei, senza tentennamento alcuno, affermare che Babele è oggi città decisamente all’avanguardia, ad altissima densità demografica, in forte espansione e capace di far vivere in sé meccanismi di stordimento, incomprensione, travestimento del bene e del vero, in cui paradossalmente si moltiplicano le presenze.

Babele è la rete? È il web 2.0 ad averla riportata in vita? È il mondo in cui tutti dicono la loro verità? Si rincorrono, con sempre maggiore frequenza, studi, interviste, approfondimenti e a volte scoop. Presenze significative nel mondo della rete, creano opinione: dalla Chiesa ufficiale alle innumerevoli associazioni, movimenti, organizzazioni, di ogni ordine e grado, e ognuno con la sua proposta, con il proprio orizzonte. Essere in rete infondo significa esserci, evolvere, entrare lì, dove, e a ritmi vorticosi, si rincorrono e si smentiscono le opinioni sul buono e sul giusto, sui rischi e sulle potenzialità, su tutto e sul suo contrario. La rete, il web, i nuovi spazi di socializzazione presentano se stessi al mondo, proponendo ogni giorno sempre più spettacolari e inaudite novità.

Ma a noi non può bastare! Noi che la comunicazione la vogliamo abitare, non vogliamo semplicemente alternarci nelle opinioni, come cori in due navate. Non vogliamo essere “confusione”, non ci basta! Affermare che la comunicazione sia Babele, è sterile; ma riconoscere che Babele affascini la comunicazione è doveroso. A Babele ogni progetto fallisce, perché le voci non diventano parole e i suoni si disperdono nel pensiero autoreferenziale di chi instancabilmente sogna da solo. A Babele il domani non sorge, perché l’altro non esiste. Babele c’è, è città opulenta che investe lì dove la scelta di campo è isolarsi, difendersi, manipolare, usare. Babele ha cittadini illustri che insegnano l’arte del travestimento; è patria di chi strumentalizza l’altro senza mai volerlo incontrare, di chi in un click pretende di salvare o distruggere, gratificare o annientare.

Babele non è solo la città della grande sfida lanciata dall’uomo a Dio; Babele continua a essere lo spazio dell’uomo contro se stesso, spazio del silenzio imposto alla parola, spazio del non ascolto. A Babele la parola non è incontro, non crea, non “mi fa”. A Babele la parola non è mai un evento, non è incontro di “Tu” che si donano reciprocamente vita, volto, identità. Babele è il solo oggi che, con me, nasce e muore, che non si dà, non è capace di perdersi nell’altro, per scoprirsi nuovo. A Babele vivono migliaia di parole che continuano a non accadere, a non fare breccia, a non diventare vita.

E ora sta a ognuno di noi sciogliere la metafora, entrare nella concretezza di ciò che sperimentiamo e costruiamo. Potrei raccontarvi dei tanti profili di social network, delle parole scaraventate nel web spesso come spade schioccanti nel vuoto, dei numerosi progetti che non continuano, delle innumerevoli ONLUS che promettono soluzioni e a una realtà che continua a incancrenirsi, delle tante forme di solidarietà individuali, che non riescono mai a costruire alleanza. Potrei, ma non lo farò. Babele non esiste fuori di noi, non è uno spazio da cui difendersi, non è il rischio di un modo nuovo di fare comunicazione. Babele vive in noi e dà se stessa in ogni parola sprecata, in ogni opinione resa verità, in ogni confronto negato, in ogni progetto chiuso alla collaborazione, in ogni ascolto negato, in ogni uso e abuso di parola e di silenzio. A Babele la parola tace, ma dove l’ascolto placa Babele, il silenzio parla e la parola accade, come evento nuovo che ha il sapore della vita!

da Speciale Pagine aperte, Maggio 2012 – Mariangela Tassielli, fsp

Guarda la video riflessione dal Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI

GP2 GenerAzioni – Scrivo a voi tutti!

Carissimi amici blogger, a un anno dalla partenza di GP2 GenerAzioni siamo arrivati allo step finale.
Ogni domenica ci hanno accompagnato i pensieri del nostro amato Giovanni Paolo II, pensieri trasformati in post, sondaggi, video, immagini… tutto perchè la nostra fede potesse continuare a crescere, a rafforzarsi, a diventare una risposta concreta e visibile nella nostra vita e per la nostra società.

Affidiamo al video l’ultimo messaggio, pieno di futuro per tutti.

Scrivo a voi è la voce e l’affetto di un padre che ha amato tutti e continua ad amarci in Dio. Così lo vogliamo ricordare… lui continua a raggiungerci e spalancare davanti ai nostri piccoli orizzonti, gli immensi orizzonti di Dio!

Buon tutto, cari amici… e che quanto è stato seminato in questo anno, possa diventare per tutti possibilità per Generare Vita NUOVA!

GP2 GenerAzioni – Solennità Cristo Re!

“Questa festa [di Cristo Re dell'universo] è stata opportunamente collocata nell’ultima domenica dell’anno liturgico, per evidenziare che Gesù Cristo è il Signore del tempo e che in lui trova compimento l’intero disegno della creazione e della redenzione
La figura del Re Messia prende forma, nella coscienza del popolo d’Israele, attraverso l’Antica Alleanza.
E’ Dio stesso che, specialmente mediante i profeti, rivela agli israeliti la sua volontà di radunarli come fa un pastore col gregge, perchè vivano liberi e in pace nella terra promessa.
A tal fine, egli invierà il suo Consacrato – il “Cristo” in lingua greca – a riscattare il popolo dal peccato e ad introdurlo nel regno.

Gesù Nazareno porta a compimento nel mistero pasquale questa missione. 

Egli non viene a regnare come i re di questo mondo, ma a stabilire, per così dire, nel cuore dell’uomo, della storia e del cosmo la potenza divina dell’Amore“.

Tratto dal libro
365 Giorni con Giovanni Paolo II 

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