Dolcetto o scherzetto? Dolcetti della felicità per un halloween luminoso!

Dolcetto o scherzetto?

Dolcetti della felicità per un halloween luminoso!

halloween caramella

Dolcetto o scherzetto? è la dinamica che proponiamo per vivere un halloween davvero alternativo, un halloween che possa valorizzare il significato originario del termine: All Hallows Eve – vigilia della festa di Ognissanti! Una festa è sempre un momento di gioia e la gioia va a braccetto con la luce, con l’allegria, con la speranza! La dinamica che suggeriamo quindi, suggerisce proprio di organizzare una “festa” da vivere in gruppo o con l’intera comunità parrocchiale, preparando un banchetto di “dolcetti” che possano però contenere un messaggio di luce!

Procediamo con ordine!

Destinatari: bambini, ragazzi, giovani, adulti, gruppi, intera comunità parrocchiale

Materiale: carta crespa colorata, cartoncini e fogli colorati, pennarelli, nastro adesivo, Bibbia, libri e fantasia ;-p

Da preparare:

  • Con il materiale indicato, magari anche materiale da riciclare ( un pizzico di naturalismo fa sempre bene ;-p), realizziamo delle finte caramelle (è possibile creare anche lecca-lecca, dolcetti, cioccolatini… e qualsiasi dolcetto la fantasia suggerisca)rotolini parola
  • Mentre alcuni realizzeranno le caramelle, altri prepareranno dei bigliettini con le frasi di luce da inserire nei dolcetti. Le frasi potranno essere tratte dal Vangelo, da libri o inventate! Quello che conta è che siano frasi di vita, di speranza, frasi che trasmettano un messaggio positivo!
  • Inserire le frasi di luce nei vari dolcetti
  • Realizzare disegni, cartelloni, festoni per addobbare il salone della festa    Continue reading

GP2 GenerAzioni – Dedica un pensiero!

Dedica una frase di Giovanni Paolo II
ad una persona per te speciale!

GP2 GenerAzioni – Maria!

Madre della Chiesa, e Madre nostra Maria,
raccogliamo nelle nostre mani
quanto un popolo è capace di offrirti;
l’innocenza dei bambini,
la generosità e l’entusiasmo dei giovani,
la sofferenza dei malati,
gli affetti più veri coltivati nelle famiglie,
la fatica dei lavoratori,
le angustie dei disoccupati,
la solitudine degli anziani,
l’angoscia di chi ricerca
il senso vero dell’esistenza,

il pentimento sincero
di chi si è smarrito nel peccato,
i propositi e le speranze
di chi scopre l’amore del Padre,
la fedeltà e la dedizione
di chi spende le proprie energie nell’apostolato e nelle opere di misericordia.

E Tu, o Vergine Santa, fa’ di noi
altrettanti coraggiosi testimoni di Cristo.
Vogliamo che la nostra carità sia autentica,
così da ricondurre alla fede gli increduli,
conquistare i dubbiosi, raggiungere tutti.
Concedi, o Maria, alla comunità civile
di progredire nella solidarietà,
di operare con vivo senso della giustizia,
di crescere sempre nella fraternità.
Aiuta tutti noi ad elevare
gli orizzonti della speranza
fino alle realtà eterne del Cielo.
Vergine Santissima,
noi ci affidiamo a Te
 e Ti invochiamo,
perché ottenga alla Chiesa

di testimoniare in ogni sua scelta il Vangelo,
per far risplendere davanti al mondo
il volto del tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo.

Giovanni Paolo II

GP2 GenerAzioni – Cari giovani!


Cari giovani: la Chiesa vi guarda con speranza; conta su di voi.Siete le generazioni chiamate a trasmettere il dono della fede al nuovo millennio. Non defraudate Cristo che, pieno di amore, vi invita a seguirlo e vi manda, come fece con l’apostolo Giacomo, fino ai confini della terra. Prendete nelle vostre mani il bastone del pellegrino – che è la Parola di Dio – e percorrete i sentieri d’Europa annunciando con coraggio la Buona Novella di Cristo, l’Uomo perfetto, l’Uomo nuovo, che rivela agli uomini e alle donne di tutti i tempi la loro grandezza e la loro dignità di figli di Dio.

Questo è oggi il miglior servizio che potete prestare alla società: offrire il Vangelo di Cristo incarnato nella vostra vita con tutta la sua radicale novità. Una novità capace di sedurre il cuore della gioventù con la sua bellezza, la sua bontà e la sua verità.

Lasciatevi rinnovare da Cristo! La nuova evangelizzazione – della quale dovete essere protagonisti – inizia da se stessi, mediante la conversione del cuore a Cristo. Vivete in intimità con Lui; scoprite nella preghiera le ricchezze della sua persona e del suo mistero; tornate a Lui quando avete bisogno della grazia del perdono; cercatelo nell’Eucaristia, fonte della vita; servitelo nei poveri e nei bisognosi che attendono il suo passaggio benefico. Non vi accontentate della mediocrità.

Messaggio di Giovanni Paolo II
ai giovani europei riuniti a Santiago De Compostela

Buona domenica! – Santi Pietro e Paolo Apostoli

Sono questi i santi apostoli che nella vita terrena
hanno fecondato con il loro sangue la Chiesa:
hanno bevuto il calice del Signore,
e sono diventati gli amici di Dio.

Antifona d’ingresso
SOLENNITA’ DEI SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI – Anno A

La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo? La risposta è bella e insieme sbagliata: dicono che sei un profeta, una creatura di fuoco e di luce, come Elia; una creatura di forza e di vento, come il Battista; profeta, voce di Dio e suo respiro.
Ma voi, chi dite che io sia? Gesù è la domanda dentro le nostre risposte facili, è domanda che risveglia, che fa vivere. Dio crea la fede attraverso domande.
Ma voi… La domanda è preceduta da una contrapposizione: ma voi, voi invece, che cosa dite? Voi che mi seguite da anni, voi che mi avete visto sorridere, piangere, respirare, moltiplicare il pane… Come se i Dodici fossero di un altro mondo; come se non dovessero mai omologarsi al sistema.
Pietro risponde: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. E Gesù: su questa pietra edificherò la mia Chiesa. Pietro è roccia per la Chiesa, e per l’uomo, nella misura in cui ripete che Dio si è donato in Cristo, che Cristo, crocifisso, è vivente, che tutti siamo figli nel Figlio.Questa è la fede – roccia, il primato di Pietro che costruisce la Chiesa.
Come Pietro, modello del credente, anch’io sono chiamato a diventare roccia e chiave: roccia che dà appoggio, sicurezza, stabilità al fratello che mi è affidato; chiave che apre le porte belle di Dio, di un Regno dove la vita fiorisce. Come Pietro anch’io sono chiamato a legare e a sciogliere, a creare cioè nella mia storia strutture di riconciliazione, di prossimità.
Ma tu, chi dici che io sia? Io capisco di Cristo solo ciò che vivo di Cristo. La vita non sta in ciò che dico della vita, ma in ciò che vivo della vita. Cristo non è uno che devo capire, ma uno che mi attrae; non uno che interpreto, ma uno che mi afferra. La croce non ci fu data per capirla, ma per aggrapparci ad essa. «Capire» Gesù, definirlo, può essere anche facile, ma «com­prenderlo» nel senso originario di prendere per me, afferrare, stringere, possedere il suo segreto, è possibile solo se la sua vita mi ha «afferrato» .
Corro perché conquistato, dice Paolo. Corro perché preso, vinto, prigioniero, sedotto da Cristo. La nostra vita non avanza per decreti, ma per una passione. Non per colpi di volontà, ma per attrazione. Io sono cristiano per divina seduzione: io, prigioniero di Cristo ( Ef 4,1), afferrato da Lui, corro per afferrarlo.

(Padre ERMES RONCHI)

…e per continuare la riflessione guarda il power-point:
Un’autentica vita cristiana
= = = CLIKKA SULL’IMMAGINE = = =

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NEI MESI DI LUGLIO E AGOSTO
QUESTA RUBRICA SETTIMANALE VERRA’ SOSPESA.
RIPRENDEREMO LA REGOLARE PUBBLICAZIONE
A SETTEMBRE CON L’INIZIO DEL NUOVO ANNO SOCIALE.

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GP2 GenerAzioni – Spalancate!

Alla vigilia del nuovo millennio, vi rinnovo di cuore l’invito pressante a spalancare le porte a Cristo, il quale “a quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12).

Accogliere Cristo significa ricevere dal Padre la consegna a vivere nell’amore per Lui e per i fratelli, sentendosi solidali con tutti, senza discriminazione alcuna; significa credere che nella storia umana, pur segnata dal male e dalla sofferenza, l’ultima parola appartiene alla vita e all’amore, perché Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi, affinché noi potessimo abitare in Lui.

[...] Contemplate e riflettete! Iddio ci ha creati per condividere la sua stessa vita; ci chiama ad essere suoi figli, membra vive del Corpo mistico di Cristo, templi luminosi dello Spirito dell’Amore. Ci chiama ad essere “suoi”: vuole che tutti siano santi.
Cari giovani, abbiate la santa ambizione di essere santi, come Egli è santo!
Mi chiederete: ma oggi è possibile essere santi? Se si dovesse contare sulle sole risorse umane, l’impresa apparirebbe giustamente impossibile. Ben conoscete, infatti, i vostri successi e le vostre sconfitte; sapete quali fardelli pesano sull’uomo, quanti pericoli lo minacciano e quali conseguenze provocano i suoi peccati. Talvolta si può essere presi dallo scoraggiamento e giungere a pensare che non è possibile cambiare nulla né nel mondo né in se stessi.

Se arduo è il cammino, tutto però noi possiamo in Colui che è il nostro Redentore.
Non volgetevi perciò ad altri se non a Gesù.
Non cercate altrove ciò che solo Lui può donarvi.
[...] Giovani di ogni continente, non abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio! Siate contemplativi e amanti della preghiera; coerenti della vostra fede e generosi nel servizio ai fratelli, membra attive della Chiesa e artefici di pace. Per realizzare questo impegnativo progetto di vita, rimanete nell’ascolto della sua Parola, attingete vigore dai Sacramenti, specialmente dall’Eucaristia e dalla Penitenza.
Il Signore vi vuole apostoli intrepidi del suo Vangelo e costruttori d’una nuova umanità”.

Dal messaggio di Giovanni Paolo II
per la XV Giornata Mondiale della Gioventù:
“Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”

Avete amato

Siete passati, come scintille, che brillano nella notte scura;
come viandanti avete percorso strade fangose e faticose;
vi siete fermati a guardare volti stanchi,
regalando un sorriso con libertà […]
Avete bussato a tutte le porte quelle dei piccoli e dei forti;
per compiere il bene, tutto quel bene,
che cresce nei solchi duri che,
bagnati dal pianto danno frutti duraturi,
orizzonti infiniti per chi ricerca verità…
Salirò, salirò, fino a raggiungere il cielo
che ora appartiene a voi,
testimoni suoi, testimoni d’amore…

(Avete amato, Cristina Damonte dal cd
C’è ancora amore)

Streghe, fantasmi, demoni, magia nera… ecco cosa ci lascia in eredità la notte tra ottobre e novembre. Colpa della globalizzazione, di un desiderio sempre meno controllato di voler imitare chi abita oltre oceano; colpa forse di un taglio troppo netto e poco lungimirante con la nostra storia, le nostre tradizioni e perché no, con quella fede di cui tutti ci diciamo credenti, ma non praticanti…

Cosa rimane di quel famoso “mese dei morti”? E poi perché essere sempre così lugubri? Sarà casuale che il mese capace di riempire cimiteri di tutto il mondo cristiano, inizi con la celebrazione di “Ognissanti”?

Casuale… poco! Interessante… molto!

Novembre è uno tra i mesi più strani dell’anno e per certi aspetti ha il profumo del passaggio. Qualcuno dice che sia il più triste, eppure inizia con una delle più belle feste della cristianità: la festa della santità.

E perché di santità questi giorni possano colorarsi ho pensato di proporvi la canzone Avete amato”. Cantarla, ascoltarla e, perché no?!, pregarla, mi ha fatto pensare a quello stuolo infinito di santi che ci hanno mostrato il senso vero del vivere e del morire; del donare e del ricevere; del chiedere e dell’offrire.

Ma non voglio prolungarmi oltre. Vi ripropongo una mini-intervista fatta, qualche anno fa, a suor Cristina Damonte, autrice del canto. Le chiesi di donarci alcune preziose chiavi di lettura per penetrare l’universalità di un messaggio – la santità – che trova, nel sì di ciascuno la sua singolarità.

 

Suor Cristina, chi sono i “protagonisti” di cui canti?

Ci sono persone che nella loro quotidianità hanno vissuto la vita come un canto d’amore, permettendo alla vita di esprimersi con passione, con gratuità, con pienezza. Non hanno cercato pubblicità, non hanno calcato le scene di nessun teatro e di nessun pulpito, ma hanno semplicemente creduto all’amore e per questo hanno dato tutto, hanno consumato i loro giorni dando precedenza a coloro che, nel nostro mondo, contano ancora troppo poco. Sono diventati testimoni credibili del Vangelo della bellezza e della tenerezza, manifestando il vero volto di Dio che è un volto di misericordia e di accoglienza senza frontiere.

Il ritornello sembra una sfida: «Salirò sempre più in alto… oltre il tempo, fino a Dio». E’ una sfida per tutti?

Guardare in alto allarga gli orizzonti del nostro cuore, indica il coraggio di chi non si accontenta di piccoli e ristretti traguardi, ma ricerca un oltre. Il verbo salire non è solo un verbo di movimento, indica anche fatica, sudore, ma anche certezza in una meta che non deluderà le nostre attese anzi, diventerà casa eterna per tutti coloro che hanno scelto di condividere i loro giorni nell’amore.

Nei concerti affermi che le tue canzoni nascono dai volti di chi incontri. Vale anche questa volta?

Sì, anche questa canzone mi è stata suggerita dalla gente che ho incontrato in questi anni: è sintesi di tante esistenze donate nella gratuità, nel silenzio, nell’accoglienza del diverso. Fa bene al cuore sapere che anche nel nostro presente, come nel passato e, certamente, nel futuro ci sono e ci saranno persone che si fermano ad ascoltare e a raccogliere i sussulti del cuore umano, che non si vergognano di “perdere tempo” ad aspettare gli ultimi della terra anzi, hanno già intravisto che i perdenti saranno i vincitori, i poveri saranno i veri ricchi, coloro che piangono saranno i dispensatori della vera gioia. Forse per alcuni tutto ciò non è alla moda, o non cambia il mondo, ma personalmente credo che fino a quando ci sarà sulla terra un uomo o una donna capace di soffrire per la vita, ci saranno sempre nuovi mattini capaci di generare figli del cielo.


A suor Cristina il nostro augurio e la nostra preghiera!

A tutti i santi di ieri e di oggi, semplicemente: Grazie!

Suor Mariangela fsp

 

Buona domenica! – speciale Festa dei Santi

Rallegriamoci tutti nel Signore
in questa solennità di tutti i Santi:
con noi gioiscono gli angeli
e lodano il Figlio di Dio

Antifona d’ingresso
SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI

La parola a…
don Giovanni Berti

 
“Beati!. Beati! Beati!”
Con queste nove beatitudini, Gesù inizia un lungo discorso.
Quante volte pensiamo la fede come qualcosa che ci limita, ci ingabbia in regole rigide, e ci immette in una assurda gara di chi è più bravo e di chi sarà premiato e chi condannato. La santità stessa la concepiamo come punto di arrivo per chi è stato nella vita più in gamba e tenace nell’obbedire.
Essere santi ci sembra solo sinonimo di rigore morale assoluto, conversione totale senza ritorno o dubbio e assoluta certezza su Dio e gli insegnamenti della Chiesa. Il canto della montagna di Gesù, ci insegna che la beatitudine è prima di tutto dono di Dio, e non nostro traguardo.

E’ Lui che dona il regno, è Lui che consola e dona misericordia, è Lui che ci chiama figli…
A noi rimane solo di fidarci di questo, e di non pensare che povertà, fatica, dubbio, insuccesso… possano toglierci questo dono. Anzi, il messaggio delle beatitudini ci dice che è proprio nelle situazioni umane più difficili che Dio ci viene incontro.
Un sacerdote mi ha suggerito questa lettura molto interessante della santità: la santità non è un premio finale di “buona condotta”, data solo a quei pochi che la Chiesa ufficialmente proclama. La santità è un “incentivo” iniziale che è dato a tutti. A tutti fin da subito è data la presenza e la forza di Dio. A tutti Dio da’ fiducia, proprio come Gesù ci ha insegnato con la sua storia, quando ha chiamato a sé i discepoli senza prima testarli o chiedendo raccomandazioni. Si è fidato subito di loro, e loro hanno avuto poi tutta la vita per vivere il dono dell’amicizia ricevuta.
Coloro che stanno sugli altari, e che oggi ricordiamo, hanno avuto la capacità di accorgersi e di fidarsi del dono di santità che anch’io ho già ricevuto. Hanno saputo spendere bene nella loro vita, fatta di alti e bassi, di errori e continue conversioni del cuore, il dono di Grazia che viene da Dio, cioè il suo potente amore.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Sole e diamanti

 

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1048–2010: un “halloween” per riscoprire la santità

Halloween ovvero All Hallows Evevigilia della festa di Ognissanti! Strano a credersi eppure quella che noi crediamo essere una festa pagana, una notte come tante, una non-festa, un attentato al cristianesimo, è stata, nelle sue origini una risposta cristiana al mondo pagano-rurale e ai suoi miti. Già! Perchè gli antichi padri nella fede, gli evangelizzatori delle terre del nord non hanno ignorato ciò che i loro contemporanei cercavano, ciò in cui credevano. Al contrario, hanno provato ad ascoltare con il cuore i loro bisogni, le motivazioni profonde da cui scaturivano i miti dell’oltretomba e, dalla concretezza della vita di quei fratelli e sorelle a  cui erano mandati, hanno dato una risposta di fede.

L’oltretomba non è un mito, non è uno strano gioco tra la vita e la morte. E’ reale e concreta comunione tra santi: tra i santi che già contemplano di Dio e tra i santi che camminano sulla terra allenandosi a scoprirlo e a vivere di Lui. Loro, i grandi maestri dello Spirito questo lo credevano e lo comunicavano. E’ così che nasce halloween, festa della luce, della santità, della comunione con tutti i santi!

E’ così che ve la riproponiamo! Non vogliamo peccare di anacronismo. Sappiamo che dal quel lontano 1048 le cose sono cambiate… le cose sì, ma l’Uomo no! E’ sempre lo stesso… sempre alla ricerca di se stesso e di risposte che vadano oltre se stesso… risposte tanto necessarie da cercarle in antichi e nuovi miti, culti, paganesimi. Da queste pagine desideriamo solo lanciare una sfida, un ritorno alle origini, un risveglio di quell’antico desiderio, forse troppo sopito, che abitava il cuore di tutti i santi evangelizzatori di terre nuove, lontane, ignare dell’amore di Dio: comunicare la straordinaria speranza cristiana, oggi tanto necessaria, quanto narcotizzata.

Sono pertanto alcune le cose che vi proponiamo.

  • Per un discorso un po’ più organico vi rimandiamo al post Luce o tenebra? Qui troverete anche una proposta liturgica da viversi in novembre.

  • Per i RAGAZZI vi proponiamo una dinamica che può essere proposta in parrocchia o a casa, soprattutto se si radunano figli, nipoti e loro amici. Il titolo che l’autrice le ha dato è “Festa della luce” proprio perchè desidera essere una proposta da viversi proprio nel giorno in cui molti “festeggeranno” invece la notte delle tenebre. La nostra luce è Cristo e quindi non può che essere rappresentata dalla candela e dalla Bibbia. Troverete nella scheda che potrete scaricare alcuni simboli:
    • la candela: Dio
    • le cordicelle: noi, raggi della sua luce nei luoghi quotidiani.
    • le carte di identità: la riscoperta dei santi e del loro messaggio
    • il messaggio: diventare raggi di Dio, portare luce nelle situazioni di ogni giorno.


  • Per TUTTI: una veglia eucaristica da vivere possibilmente nella notte dal 31 ottobre al 1° novembre. Potrebbe essere  vissuta anche come preghiera personale, ma consigliamo di viverla comunitariamente, per far salire a Dio i nostri inni, suppliche e cantici spirituali, come comunità riunita nel Suo Nome.

     SCARICA LA TRACCIA >>>In Cristo persone nuove

    Suor Mariangela Paoline

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