Buona domenica! – II di Avvento – Anno A

Il Signore è con te

Dal Vangelo di Luca (Lc 1, 28)
  II DOMENICA DI AVVENTO - Anno A

ca36Quest’anno alla nostra seconda domenica di Avvento si sovrappone la festa dell’Immacolata Concezione; due fra i personaggi principali dell’avvento, Maria e Giovanni, ci insegnano il corretto atteggiamento dell’attesa. Natale arriva in fretta e corriamo il rischio di non prepararci con verità a spalancare il cuore all’accoglienza. Rischio reale e sempre attuale, ancora più evidente in questo tempo di profonda crisi in cui la speranza sembra spegnersi giorno dopo giorno. Basta guardare un notiziario per cadere in depressione: la lotta politica intestina è al calor bianco, la crisi economica stenta a risolversi, le diplomazie internazionali fanno i conti con le proprie irrisolte faccende. Perciò abbiamo bisogno di guardare al di là della concretezza, di sollevare lo sguardo, di osare, di credere. L’anno della fede, così denso e stupefacente (abbiamo visto due papi!) ci invita a trovare nell’anima la nostra vera dimensione. Credere è l’unico gesto che ci aiuta a restare ancorati alla vita, a non fuggire. Abbiamo urgente bisogno di uomini che diventino segni. Di profezie viventi. Come Maria, come Isaia, bambino cvcome Paolo, come Giovanni il folle di Dio.

ATTESE
Ci prepariamo al Natale per essere presi, non lasciati. Presi dalla sconcertante notizia di un Dio che si fa uomo, di un Dio che rischia tutto diventando un bambino fragile e inerme.  Uomini e donne ci annunciano la venuta di Cristo nella gloria, mentre a noi è dato di accoglierlo nella storia personale di ciascuno.
Isaia, immenso profeta, sogna un mondo in cui il Messia riporta l’armonia che abbiamo perso per strada. Paolo, alla fine del suo percorso di annunciatore, scrive ai cristiani di Roma invitandoli a tenere viva la speranza a partire dalla consolazione che ci deriva dall’ascolto delle Scritture, scritte apposta per noi. Certo: la Storia grande è al di sopra e al di là della nostra capacità di comprensione. Ma Continue reading

Consacrazione a Maria – preghiera e suggerimenti per un incontro con i ragazzi

Madonna di FatimaCarissimi catechisti, a poche ore dall’atto di affidamento del mondo alla Vergine Maria, vissuto da Papa Francesco e proposto a noi, vi raggiungiamo con una proposta da vivere con i vostri ragazzi, nei percorsi di catechesi.

Maria è una presenza importante nel cammino di fede dei nostri ragazzi. E’ colei che, più di ogni altro, è per tutti noi un punto di riferimento nel cammino: è immagine della Chiesa, è icona di docilità, è la madre che supplica e intercede per i suoi figli. La sua vita, nella storia della salvezza, ci dice la determinazione di Dio, la sua passione per l’umanità, il suo vivere nella creatura, facendo della fragile umanità uno straordinario canale di salvezza.

Dobbiamo, con coraggio, riconsegnare ai nostri ragazzi Maria, come sorella e madre nella fede. E dobbiamo consegnare a Maria i nostri ragazzi, perché, da madre, li custodisca e difenda. L’atto di affidamento di Papa Francesco po’ essere un’importante occasione per fare questo.

Vi proponiamo il testo pregato dal Papa domenica: potreste pregarlo con i vostri ragazzi.  Continue reading

Liturgia di domenica 23/12/2012 – IV AVVENTO – con suggerimenti per catechisti

A che cosa devo

che la madre del mio Signore venga da me?

Maria donna dell'attesa

Lc 1, 39-45

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Carissimo catechista, questa volta abbiamo abbiamo scelto di cambiare modalità, anche perchè crediamo che in parrocchia saranno molte le sollecitazioni per prepararsi allo stupefacente evento dell’Incarnazione, verso cui la IV Domenica di Avvento ci proietta con il suo Vangelo.
Abbiamo pensato di fornire alcuni testi di preghiera da poter pregare con i vostri ragazzi, magari proiettando l’immagine che vi proponiamo, oppure stampandola e donandola a ogni ragazzo, bambino o giovane. La preghiera potrebbe anche essere trascritta sul retro del cartoncino :

Con i Bambini:

Con te Maria, vogliamo imparare ad accogliere Gesù, nostro amico e fratello.
Nella grotta, a Betlemme, nasce tra le tue braccia il Dio dell’amore.
Noi vorremmo essere come i pastori, pronti a correre
per arrivare per primi e portare lana per riscaldare Gesù.
Noi vorremmo essere come i Re magi
che spostano ogni impegno pur di portare a Gesù i loro doni.
Noi vorremmo essere con te e con Giuseppe nella stalla
per rallegrare Gesù Bambino con il battito del nostro cuore,
perchè il nostro cuore vuole amare come lui ha amato noi.
Portaci con te, cara Madonnina, e appoggia
anche tra le nostre braccia Gesù, per amarlo e farci amare da Lui. Amen

Con i ragazzi – adolescenti

Maria, cosa è successo quel giorno?
Chi è nato da te?
Avevi poco più della nostra età, o forse eri nostra coetanea,
quando Dio, il creatore del mondo, ti scelta.
Tu hai detto sì a un mistero: quanto coraggio ci vuole, Maria?
Tu hai permesso a Dio di stravolgerti la vita: ma ti sembra possibile oggi?
Ti sei fidata senza chiedere nulla in più di quanto ti era stato detto.
E così il tuo sì, la tua fiducia, la tua generosità
ha permesso il più grande miracolo della storia.

E’ nato Dio… ed è nato come me… con il mio stesso corpo…

E’ cresciuto come me, e come me
ha avuto qualcuno da cui è stato amato.
Grazie Maria, madre nella fede,
per averci insegnato cosa significa credere in Dio,
fidarsi della sua Parola, accogliere i suoi messaggeri
che  ancora oggi possono illuminare la nostra vita.
Aiutaci a scoprirli, aiutaci a fidarci di Dio e del suo amore,
così anche con noi, lui farà cose meravigliose. Amen

Con i giovani:

Crediamo in te, Dio, Padre del cielo e della terra,
di ogni uomo e di tutte le creature.
Crediamo in te, Figlio del Padre, Parola pronunciata sull’universo,
Parola fatta carne per la nostra salvezza;
Parola in cui tutta la creazione viene rinnovata in nome dell’amore.

Crediamo in te, Spirito santo, amore che vieni a noi dal Padre e dal Figlio,
amore che tutto puoi, amore divino che ci innalzi da servi a figli,
dito potente della mano di Dio che rendi possibile l’umano impossibile.

Crediamo in te, Trinità santissima,
presente e operante oggi e qui, nel nostro cuore,
nella nostra vita, nelle nostre scelte, nella storia che viviamo.
Crediamo che dalla vostra vita divina possiamo ricevere ogni grazia;
che, nel vostro amore, possiamo riscoprire
la nostra vera e più intima vocazione.

Crediamo che oggi i nostri occhi possono vedere,
le nostre mani toccare, i nostri sensi sentire:
la tua pienezza è discesa nella nostra umanità;
l’onnipotenza divina ha vestito la fragilità umana;
il creatore è diventato creatura.

Oggi, noi crediamo in te, Dio Amore
divenuto carne, nella creatura. Amen

  Le preghiere sono di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.9, Dicembre 2012:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi una STELLA che indichi qual’è la vera luce
  • pag.16 – 18: Una scheda per realizzare una DECINA DEL ROSARIO che aiuti a familiarizzare con le parole dell’Ave Maria
  • pag. 19 – 21: Proposta di un CAMMINO DI PREGHIERA, in otto piccole tappe, da vivere prima o dopo il Natale
  • pag. 23 – 26: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi costruendo durante le settimane d’Avvento la LANTERNA DELL’ATTESA
  • Tanto altro ancora… ;-)

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

E se vuoi vedere i nostri sommari, le novità e leggere alcuni  articolo vai sul minisito Paoline 

—> Clikka sull’immagine <—

CATECHISTI PARROCCHIALI – Aprile 2012 – ANNUNCIARE LA PASQUA DI GESÙ

SULLA STRADA E NELLA LUCE DEL RISORTO
Via Lucis

di M. Rosaria Attanasio

Dopo aver accompagnato Gesù sulla via del dolore e dell’amore, ora, con gioia, seguiamo il suo percorso di vita e di luce nel suo manifestarsi «risorto» ai discepoli e alle discepole, per imparare a scoprirlo presente e operante nella nostra vita, nella storia e nella Chiesa, anche oggi.

Condivideremo la meraviglia dei suoi seguaci che, dopo il dolore, la paura e lo scoraggiamento, per la passione e la morte del loro Maestro sulla croce, non riescono a credere che sia risorto dai morti: è troppo bello per essere vero!
Ma Dio Padre supera ogni nostro schema mentale e ogni aspettativa, ed è capace di sorprenderci sempre con la grandezza del suo amore per noi.

Lo Spirito Santo, poi, che è stato sempre presente nella vita e nella persona del Maestro, nel momento della risurrezione spezza le catene della morte e irrompe con potenza in Gesù.
Per questo il primo dono che il Risorto fa agli apostoli riuniti nel Cenacolo è lo Spirito Santo, tanto che lo definiamo anche Spirito del Risorto.

E noi siamo già risuscitati con Cristo. «Grazie allo Spirito Santo, infatti, la vita cristiana, fin d’ora, è una partecipazione alla morte e alla risurrezione di Gesù: “Con lui siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti” (Col 2,12)».

Lo Spirito del Risorto continua l’azione di Gesù fra i suoi e nel mondo, e questa azione, dopo la risurrezione, si stabilisce nei discepoli: «… sarà in voi» (Gv 14,17).
Se siamo risorti con Cristo, siamo chiamati a cercare «le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio» (Col 3,1).

All’interno della rivista Catechisti Parrocchiali l’itinerario completo della Via Lucis.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Aprile di Catechisti Parrocchiali.

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Aprile 2012 clicca qui

Per info e abbonamenti:

Buona domenica! – Maria SS. Madre di Dio

«I pastori andarono, senza indugio,
e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino,
adagiato nella mangiatoia»

Dal Vangelo di Luca (Lc 2, 16 – 21)
MARIA SS. MADRE DI DIO

Cosa vedono i pastori quando arrivano alla stalla di Betlemme? Un Dio potente che con prodigiosi segni di potenza divina non può non convincere a credere in lui e ad aderire ai suoi insegnamenti e comandi? No. Trovano “il bambino adagiato nella mangiatoia”, assolutamente inerme e bisognoso di tutto. Trovano un segno di estrema debolezza che nel caos del mondo in guerra rischia di scomparire e non essere notato.
Pensando a questa scena di Betlemme narrata nel Vangelo unita al fatto che, come tradizione, il primo giorno dell’anno si prega per la pace, mi è venuto in mente un film di qualche anno fa: I figli degli uomini, di Alfonso Cuaròn.

Il film narra di un futuro prossimo nel quale nel mondo non ci sono più bambini. Da quasi 20 anni, per un misterioso morbo, non ci sono più nuove nascite, e l’umanità invecchia in un crescere di guerre e violenza. La mancanza di speranza nel futuro e la mancanza di nuove vite fa degenerare l’uomo in un vortice di cattiveria insanabile. Ad un certo punto, in modo altrettanto misterioso, una donna partorisce un bambino, il primo dopo anni e anni di non-nascite. Nella scena più drammatica del film, durante un furioso combattimento tra militari e civili all’esterno e all’interno di un palazzo, la giovanissima donna con il bambino è costretta a fuggire, uscendo così allo scoperto. E’ davvero commovente come il regista rappresenta l’improvviso acquietarsi di ogni urla, sparo ed esplosione al passaggio della donna con il piccolo in braccio. Questa passa tra i combattenti che appaiono paralizzati dallo stupore del vedere un piccolo bimbo che piange. Un soldato si fa un segno di croce, quasi a dire la religiosità ritrovata difronte a questo piccolo e la sua mamma. Per qualche minuto il pianto del neonato diventa l’unico rumore, e il mondo in guerra attorno a lui si ferma.

In questa scena ho visto ben rappresentato il senso della preghiera per la pace legata alla contemplazione del bambino nella mangiatoia. Nel bambino Gesù c’è il simbolo della vita nella sua purezza ed essenzialità. E’ solo vita. Non è potenza, ricchezza, giudizio… E’ solo vita.
Gesù bambino è Dio che si propone al mondo con assoluta libertà. E il mondo non è costretto a credere in alcun modo. Gesù nella culla di paglia non obbliga nessuno alla fede, e non impone nulla se non la sua debole presenza.
Benedetto XVI scrive che è proprio nella libertà religiosa la via della pace. Molto spesso la religione in passato (ma, ahimè, talvolta anche oggi) è stata motivo di guerre e violenze. E anche l’ateismo quando è diventato religione assoluta del non-Dio, ha provocato altrettanta violenza e morte.
Gesù nella stalla di Betlemme ci dice che siamo liberi di credere e di non credere. Siamo liberi e nello stesso tempo chiamati a lasciare la libertà a chi ci sta vicino, anche se non crede in quello che noi crediamo.
Anch’io davanti al presepe mi sento libero. Non mi sento costretto da nulla. Ma è proprio in questa libertà che mi sento attratto da Gesù. Sento che la fede in Gesù, che è libera e non posso imporla a nessuno come non è imposta a me, è una strada di pace. Senza il Vangelo mi sentirei perso e prigioniero nella gabbia di piccolezze e violenze che spesso mi condizionano. Nel Vangelo di Gesù ritrovo quella strada che mi aiuta a vivere in pace dentro di me e anche fuori di me, con i fratelli che ho accanto. Davvero nel povero bambino di Maria e Giuseppe ogni violenza trova la sua fine, la speranza riapre le strade della pace.

(DON GIOVANNI BERTI)

45ª Giornata Mondiale della Pace

«Buona domenica!» è anche una newsletter che puoi ricevere, ogni settimana, direttamente nella tua casella di posta elettronica: Vangelo, riflessioni, novità in libreria, notizie dalle missioni, iniziative… 
Scrivi a buonadomenica_fsp@yahoo.it e la riceverai…

La luce vera risplende nelle tenebre – Passi verso il Natale/3

O astro che sorgi, splendore della luce eterna, sole di giustizia:
vieni, illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.

Quante voci lo hanno annunciato! In quanti hanno proclamato la sua venuta: una nuova era, un nuovo sole, una nuova pace. Infinite voci hanno proclamato la sua venuta, oggi come ieri. E continuano a farlo! Lo fanno sui pulpiti, ma lo fanno anche nei cuori. Pensate alle voci silenziose di chi con la vita ci dice che Dio fa cose grandi per tutti e per ciascuno. Pensate a tutti quei gesti controcorrente che ci ricordano quanto oltre sia Dio rispetto a ciò che siamo abituati a vedere… quanto oltre sia il suo modo di amare, di dare e di darSi…

Zaccaria, continua a essere il nostro fedele compagno o, per manterci in tema, è quella voce che oggi ci riporta a Dio, alle sue promesse, al compiersi di quel suo amore che non è fatto di parole, ma di eventi: luce che risplende nelle tenebre, pane dato agli affamati, acqua offerta a cuori assetati, verità indicata ai cercatori, vita donata nella morte, pace seminata in cuori inquieti. Questa è la concretezza dell’amore di Dio che si fa carne in Gesù. Questo è il mistero incontenibile che si dà nel Bambino; questo è ciò che Zaccaria ci chiede di scoprire.

La liturgia ci chiede di continuare a restare nel primo capitolo dell’evangelista Luca, negli ultimi versetti, dal 67 al 79 [Lc 1, 67-79]. Scoprirete in questi versetti quel cantico tanto conosciuto a chi prega le lodi. E’ il Benedictus, il Cantico di Zaccaria, appunto, che la Chiesa ci fa pregare ogni giorno. E’ il cantico di lode di chi, in Dio, sa andare oltre, o meglio, sa andare in profondità e scoprire quel senso profondo che non si riesce e vedere con i soli occhi. Vorrei, che veniste con me fino al versetto 78… versetto che considero la vera chiave di volta: è la motivazione, il perchè da cui tutto si origina; il perchè del precursore, il perchè di quel “sole che ci visiterà dall’alto”. Uno è il perchè: la misericordia di Dio, le sue viscere come viscere di madre che genera la vita, il suo amore sconfinato per quel popolo che ama, per quell’uomo che ama fino all’estremo.

Nel Sole che splende su ogni tenebra c’è l’annuncio di Dio che annienterà se stesso fino alla morte e alla morte di croce.

Nel Sole che sorge sulla notte c’è la verità di Dio che è misericordia, amore che genera, salvezza universale per tutta la storia e per ogni popolo. C’è la luce di Dio che scioglie il buio e riporta alla luminosa vita. Questo è Dio… il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe… il Dio di Maria, di Pietro e di Paolo… il Dio di Gesù Cristo, che in Cristo rende visibile e toccabile il suo esserci, nelle pieghe di ogni storia.

ATTEGGIAMENTO DA VIVERE:

Il ringraziamento per il primo giorno, la condivisione per il secondo e oggi, come terzo passo concreto, vi suggerisco il CONTAGIO!!! Contagiate con un sorriso, donatelo senza stancarvi, senza distrarvi, senza concendere a nessuno la possibilità di cancellarlo dal vostro cuore. Non concedetelo nè alla distrazione, nè alla preoccupazione, nè alla superficialità, allo scoraggiamento, alla tristezza. Non concedetelo a chi vi condiziona, fisicamente e interiormente. Dio potrà così nascere nel mondo anche attraverso il nostro sorriso, il mio, il tuo… il sorriso di chi si accorge del mondo, degli altri e ne è felice!

E quando questa notte andrete a Messa, o resterete in casa davanti al presepe… o non avendolo fatto potrete solo pensare che qualcosa sta accadendo nel cuore di qualcuno e certamente anche nel vostro… e quando anche dai letti di ospedale o dalla solitudine più nera ricorderete che per amore, Dio si è voluto dare all’uomo… in quel momento sorridete voi stessi, di cuore e con fiducia, a Dio perchè il suo sorriso, segno della sua bontà per noi, possa arricchire e donare pace al nostro cuore e al mondo.

La luce vera risplende nelle tenebre – video preghiera

 

Preghiera del giorno:

La luce vera viene nel mondo;
viene a rischiarare ogni tenebra,
viene per illuminare ogni sentiero,
viene per sciogliere ogni oscurità
e ridonare al cuore dell’uomo
il gusto intenso della verità.

La notte avvolge la terra
e un alba nuova rischiara l’orizzonte dei popoli:
Vieni, Signore Gesù, luce vera che il mondo attende!

La verità abita il cuore dell’uomo
ma catene di dubbio, paura, menzogna e ferite la oscurano:
Vieni, Signore Gesù, Verità luminosa che ogni cuore attende!

La vita rende nuova la creazione
ma la morte, la fragilità, la sofferenza,
stringe ogni creatura nella morsa del dolore:
Vieni, Signore Gesù, alito di vita che la creazione attende!

Il tempo è pronto, il cielo ti consegna alla terra e la terra si apre per accoglierti.
La storia ti attende, o Dio fedele, che sovverti ogni legge e, da Dio, ti fai uomo.

Vieni, Signore Gesù, luce vera del mondo che attende,
luce penetrante che scioglie la notte di ogni coscienza,
luce viva che ridona vita alla nostra vita.
Vieni o astro che sorgi, vieni sole dell’eterno amore,
vieni, Signore Gesù, entra nelle pieghe della mia storia,
di ogni situazione che vivo e che soffro,
entra e penetra nella notte della mia incredulità perché io creda!
Amen

E’ disponibile per te:

Vi aspettiamo!

Vieni, Emmanuele, Dio sempre con noi! – Passi verso il Natale/2

O Emmanuele, Dio con noi, attesa dei popoli e loro liberatore,
vieni a salvarci con la tua presenza.

Era antica la promessa, ed era risuonata sulle labbra del profeta Isaia: “Ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio che chiamerà Emmanuel”; lo chiamerà il Dio con noi, colui che salva… Gesù! E di fatto l’angelo che annuncia non afferma altro: “Colui che nascerà sarà santo e chiamato figlio dell’Altissimo… lo chiamerai Gesù”!

A noi tutto questo sembra così scontato, così normale, così dovuto.
Poche volte ci rendiamo conto di quanto dietro ogni parola, ogni nome ci sia una storia e non una storia inventata, ma la nostra stessa storia: la nostra storia di figli salvati nel Figlio.

Oggi la liturgia ci chiede di zoomare su Zaccaria, sulla sua lingua sciolta, sul compiersi delle parole dell’angelo che altro non sono che le parole stesse di Dio, sull’atteggiamento di coloro che vedono, si spaventano e “mettono” nel cuore ciò che hanno ascoltato.
Il brano a cui mi riferisco è la nascita di Giovanni che trovate nel Vangelo di Luca al capitolo 1, versetti 57-66 [Lc 1,57-66]

Ma vi chiedo di fare un passo indietro, di guardare con me il silenzio di Maria e di Zaccaria. Quante volte associamo le loro due risposte all’angelo Gabriele… quante volte le valutiamo alla pari, tentando di giustificare l’apparente scivolone di Maria nella fede.

Quante volte ci diciamo: “Anche lei ha dubitato! Anche lei ha chiesto spiegazioni a Dio”… E quante volte tacciamo Dio di discriminazione: Zaccaria fu punito, Maria perdonata… e magari troviamo anche appigli in ordine alla predestinazione: “Per lei, la perfetta tra le creatura non poteva essere diversamente”.

Ma credo che Luca non sarebbe d’accordo con le nostre letture. Luca usa verbi diversi che a noi arrivano come suggerimenti per capire, per andare oltre, per scoprire di cosa quei silenzi sono colmi. Zaccaria chiede come poter conoscere, Maria come poter realizzare. Per l’uno è il silenzio del dubbio, per l’altra il silenzio umile di chi vuole essere guidato. In Zaccaria sembra riecheggiare il sorriso di Sara, in Maria la fede di Abramo che in quelle promesse crede e attende. E Gabriele non tentenna: all’uomo che davanti a Dio oppone la sola ragione Gabriele sembra suggerire il silenzio… il silenzio di una ragione che non può spiegare tutto, nè conoscerlo; il silenzio di una parola, quella umana, che non può dire la pienezza di Dio. Ma a colui che offre se stesso, pur avendo davanti a sè il buio di una ragione che sa di non poter vedere, Gabriele suggerisce lo Spirito santo come Colui che solo potrà compiere l’opera di Dio… potrà compierla in colui e colei che, fidandosi, lo lascerà agire.

E difficile questo? Che ne dite, c’è un segreto di “successo” anche per noi?
Quante volte davanti al Sì di Maria arretriamo… davanti ai sì di uomini e donne che si donano con radicalità indietreggiamo, come se quel sì non potesse appartenere a noi. Ci chiudiamo in sterili ammirazioni, pensiamo che il meglio sia per gli altri, crediamo di non riuscirci… e ci condanniamo al silenzio di Zaccaria, che è un silenzio muto… un silenzio in cui Dio non può più parlare.

E invece, no!!! Dobbiamo vincere la tentazione della resa e credere che quel “Rallegrati piena di grazia” [piena di Dio], gioisci Maria [che significa amata] sia detto oggi a noi, a me, a te, a tutti noi amati da Dio… amati da lui al punto tale da dare se stesso per la nostra salvezza.

Zaccaria, ha imparato a parlare benedicendo, ha imparato a credere in ciò che sarebbe avvenuto.
Tocca a noi! Oggi siamo noi a dover imparare a credere… credere che la sua presenza ci libera da noi stessi, dai nostri tentativi di controllo; ci libera ridonandoci una lingua capace di benedire Dio per il suo esserci nella nostra vita, nella tua vita.


ATTEGGIAMENTO DA VIVERE:

Se è presente e se la sua presenza libera, allora non possiamo tenerlo per noi. Se veramente il nostro silenzio diventa volontà di ascolto e non espressione di dubbio, allora non possiamo tacere la sua pienezza nella nostra vita.
Condividere è allora l’atteggiamento di oggi! Condividere la nostra fede; raccontare la nostra fiducia in lui; renderlo presente, nei luoghi che abitiamo normalmente… e lo Spirito è pronto a suggerirvi come.

Noi vi proponiamo di caratterizzare il vostro profilo di facebook, o di un vostro blog o sito con una frase che diventi la vostra professione di fede. E’ troppo? Troppo compromettente? Perchè? Perchè continuare a misurare quando un cristiano dovrebbe semplicemente donarsi?
Evitate fotine o link tipo se credi allora condividi… sanno di poco. Ognuno, invece, scriva la propria professione di fede: il mondo ha bisogno di sentir parlare di lui, per poter ricominciare a credere.

Proposta!!!
Vi proponiamo di condividere una foto, facendola girare su Facebook. Noi la condivideremo dalla nostra pagina Giovani & Vangelo perchè possa girare con uno specifico titolo:

Cristo è la MIA luce… lui il Dio sempre con noi!

Preghiera del giorno:

Emmanuele, Dio sempre-con noi,
quanto è silenziosa la nostra fede,
segnata da paure, timori, sconfitte.

Il tuo nome è presenza, salvezza e dono;
nel tuo nome siamo salvi, Dio Presente.

Emmanuele, Parola fatta carne,
Parola che crea, libera e salva.
Parola che non tace, non conosce l’omertà;
Parola che parla e parlando crea,
Parola che viene a noi e si fa dono.

Emmanuele, Dio che ti fai storia,
insegnaci a non tacere la tua bellezza;
convinci la nostra coscienza, svegliandola,
donale il gusto di una fede condivisa,
insegnaci a rendere realtà ciò che il nostro cuore crede.

Vieni Emmanuele, Dio sempre-con noi,
insegnaci ad abbandonare una fede incolore
per imparare le sfumature della fiducia,
che, per quanto trasparenti,
colorano il mondo. Amen

Disponibile per te anche il primo passo: O Salvatore dei popoli, vieni! - Passi verso il Natale/1

Domani appuntamento con il terzo passo: La luce vera splende tra le tenebre - Passi verso il Natale/3

Vi aspettiamo!

O Salvatore dei popoli: Vieni! – Passi verso il Natale/1

O Re delle genti e pietra angolare della Chiesa
vieni e salva l’uomo che hai formato dalla terra!

Mancano pochi giorni al Natale e pochi passi ci separano dall’evento che ha capovolto la storia, sconvolgendola.
Il Natale ci raggiunge bussando alle porte del nostro cuore e non tanto per emozionarci, quanto per scuoterci. Pensiamoci un attimo.

Cosa c’è di più sconvolgente e destabilizzante di un Bambino potente, di un Re povero, di un Dio uomo? Cosa? Cosa sono le nostre fragilità rispetto a questo assurdo?

Già… un assurdo, perchè in altro modo non si può definire.
Un assurdo straordinario, uno straordinario, però, difficile da credere!
Non abbiamo a che fare con un maghetto dagli straordinari poteri. Davanti a noi Dio si dà nella carne, nella semplice e fragile natura umana di cui così poco ci fidiamo. E così l’impossibile diviene possibile nel grembo di una donna, Dio si fa storia nel Sì di chi lo ha accolto, e lo straordinario ci sfiora, mostrando nuovi orizzonti, nuove prospettive, nuove possibilità di riscatto.

L’anima mia magnifica il Signore, canta Maria, riconoscendo l’agire concreto di Dio nella sua vita e in quella di Elisabetta. Quanto è in lei loda, benedice, ringrazia il Dio, Salvatore fedele, perchè si china sulla natura umana e la riempie di sè, perchè non disdegna l’errore, ma lo redime, perchè in ogni povertà fa sorgere la vita nuova.

Chi tra voi, oggi vivrà il settimo giorno della novena o l’ha vissuto, sentirà riecheggiare i brani che la Chiesa ci propone. Tutti però, anche chi per impossibilità o lontanza interiore, non può vivere come comunità la novena del Natale, proviamo, prima di andare avanti verso l’atteggiamento proposto a sostare qualche minuto in ascolto del brano che la liturgia ci suggerisce. E’ il brano del Magnificat, che ognuno, aprendo la propria Bibbia, troverà nel Vangelo di Luca al capitolo 1, versetti dal 46 al 55 [Lc 1,46-55].
Guardiamo Maria, la vergine del Magnificat, la donna del grazie, o ancor meglio, colei che ha visto e non ha dato per scontato le meraviglie di Dio nella sua vita.

ATTEGGIAMENTO DA VIVERE:

Ringraziare! Ma non per ciò che sta attorno a noi! Oggi è il giorno di entrare in noi stessi, accorgerci almeno di una “cosa” bella, dono, qualità che abbiamo perchè dono di Dio gratuito e ringraziare il Signore dicendo:

“Con il mio cuore, con la mia vita, con tutto me stesso ti lodo Signore e ti ringrazio per… [e ognuno aggiunga il suo dono specifico]

Il Signore Gesù, vita del Padre, presente fin dalle origini del cosmo viene per salvare proprio quell’uomo che dalla terra è stato formato. Questo uomo o donna sei tu, con tutta la tua vita, la tua personale storia, ciò che fino a oggi hai vissuto e vivrai. Loda il tuo Creatore, il Dio fedele nell’amore.

Vieni, Gesù Vita del Padre – video preghiera

Preghiera del giorno:

Il Salvatore dei popoli viene nel mondo!
Viene per salvare tutte le genti,
viene per donare nuova vita
viene perché l’uomo possa toccare Dio
e sentire la travolgente forza del suo amore.

Siamo nati dalla terra, Padre,
le tue mani ci hanno formati
e il tuo Spirito ci ha indissolubilmente legati alla vita.
È divina la vita che portiamo in noi,
è la tua stessa vita quella che ci vive dentro.

I tuoi sogni sono pieni di noi, Padre,
del nostro futuro, della nostra felicità.
Nessuno di noi è nato dalla terra
per essere lasciato in balia della terra.
Ci hai desiderato fin dall’eternità
e, prima che il mondo fosse,
già amore respirava l’universo.

Poesia! Ci dice chi non crede;
favole da raccontarsi attorno a un fuoco, come una volta,
obietta chi non sa più guardare oltre l’umano.
Noi lo sappiamo, Padre, l’Oltre vive in noi!
Lo sussurra la nostra vita, aprendosi al nuovo giorno,
lo urla la storia sapendo di essere nata non per caso,
lo gridano le pietre perché conoscono le mani di chi le ha plasmate.

Manda la tua vita, Padre!
Mandala sulla nostra terra,
mandala nel nostro cuore,
mandala su queste nostre strade
e in queste nostre sopite coscienze.

Vieni, Signore Gesù, vita del Padre che entra nella carne e la abita!
Vieni, Signore Gesù, vita di Dio che spalanca orizzonti d’immenso!
Vieni, Signore Gesù, vita che dal Padre tocca e rende nuova tutta la creazione!
Vieni, Signore Gesù, Dio fatto uomo! Vieni!

Disponibile per te anche il secondo passo: Vieni, Emmanuele, Dio sempre con noi! - Passi verso il Natale/2

Vi aspettiamo!

Campo online/2° giorno_sera

Con Maria…

Preghiera della sera:

Stella di mamma, stella che sei!
In cielo si è accesa una stella per te,
il buio non c’è più,
e il freddo non c’è più:
c’è solo il tepore di mamma con te.

Manine della mamma,
manine belle che hai,
che annaspano e tu mi guardi…
ma cosa vedi mai?
Spalanca pure i tuoi occhi:
il mondo è questo qua!
Tremare, no… Ma tremare, no!
Sono io qui con te…[...]


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.412 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: